Gioco
Lavori a villa Allemandi, Fondazione Albini insorge
È una delle perle architettoniche della Maremma: il Comune sospende il cantiere Gli architetti presentano un esposto, i lavori rischiano di modificare la costruzione
«Aria e luce sono i materiali da costruzione». Aria e luce, gli stessi elementi che l’architetto Franco Albini aveva utilizzato nel 1960 per realizzare il progetto di villa Allemandi a Punta Ala, insieme a Franca Helg.
Esempio di architettura contemporanea, nel 2004 era stata censita nell’ambito della catalogazione condotta dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Siena e Grosseto e nel 2015 è stata aperta durante una delle giornate del Fai, il Fondo ambiente italiano, che ha presentato ai fortunati visitatori, il gioiello che si trova in via del Pozzino. E che ora rischia di cambiare completamente volto, a causa di alcuni lavori di ristrutturazione iniziati dai nuovi proprietari. Lavori che, al momento, sono stati sospesi dal Comune e contro i quali è insorta anche la Fondazione Albini, la cui vicepresidente è la nipote dell’architetto che ha ideato quel progetto innovativo con la caratteristica pianta a tre punte.
«Con una semplice Scia - scrivono dalla Fondazione Franco Albini - si è potuto far tabula rasa di infissi, intonaci, manti di copertura, pavimenti, strutture lignee portanti e altro ancora. Ciò che rimane, con i lavori ancora in corso, è lo scheletro grezzo dell’edificio».
Per i lavori di manutenzione straordinaria, il direttore del cantiere ha dovuto presentare soltanto una Scia. Ma il Comune di Castiglione della Pescaia, pur non potendo intervenire direttamente sul progetto, ha di fatto sospeso i lavori. Nell’ufficio del consigliere Fabio Tavarelli che ha la delega alla Pianificazione e Paesaggio, è arrivato un esposto presentato da alcuni architetti che avevano visto il cantiere aperto. C’erano poi le opere che erano state realizzate più di un anno fa, per le quali era stata richiesta la pratica di compatibilità paesaggistica e che riguardavano la realizzazione di una piscina, di un’area relax e di un campo da tennis. Una sorta di sanatoria che al momento il Comune ha interrotto chiedendo un’integrazione alla documentazione presentata, così come un parere alla Soprintendenza. I nuovi proprietari poi, avevano chiesto anche il permesso a chiudere un portico: lavoro, questo, che eliminerebbe una delle tre punte della villa, elemento caratterizzante della costruzione di Albini. Ma anche su questa richiesta, l’ufficio guidato da Tavarelli ha deciso d i sospendere in attesa di una risposta da parte della Soprintendenza.
Gli esposti sono stati infatti presentati dagli architetti che avevano visto che i lavori di rifacimento del tetto avevano comportato la sostituzione del materiale rispetto all’originale. Il Comune quindi, sta procedendo all’accertamento della compatibilità che è ancora in fase istruttoria, in attesa delle integrazioni che il direttore dei lavori dovrà presentare. Direttore dei lavori che - stigmatizza la Fondazione Albini - «è un geometra - scrivono - senza cioè la dovuta preparazione e formazione umanistica necessaria su immobili di interesse storico artistico, sebbene non vincolati».
Ora la parola passa alla Soprintendenza, che dovrà dire se i lavori cominciati potranno andare avanti o se dovranno essere ripristinati gli elementi caratteristici di villa Allemandi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
