Gioco
L’artista di Fonteblanda è l’ingegnere che adora impiastricciarsi le mani
Nel suo cuore il carro dedicato a Super Mario ha ancora un posto molto speciale ma ogni anno l’emozione è grande: «La meraviglia della gente ti ripaga di tutto»
Il piacere di avere le mani in pasta. Anche questo è il Carnevale. Stefano Liberatori, 30 anni, ingegnere, da alcuni anni è carrista per il Rione Fonteblanda. Per lui, abituato a lavorare in ufficio, sporcarsi le mani col polistirolo, la creta e la resina è un vero piacere. È quella sorta di valore aggiunto che gli fa amare il Carnevale.
«Dopo che Fonteblanda fece il primo carro – racconta – decisi di andare dai carristi ed offrirmi. Ho sempre amato lavorare con le mani e quindi credevo di poter essere utile». Da allora Stefano è colui che realizza il bozzetto, lavora il polistirolo, la cartapesta. «Mi è sempre piaciuto darmi da fare e forse era un po’ nel mio dna – spiega – Siamo in pochi a fare il carro ma il senso di aggregazione è tanto».
Fare un carro vuol dire procedere da una fase a un’altra: «Si fanno diversi bozzetti con i soggetti – dice – poi ci si riunisce. Quindi si decide cosa fare. Si inizia a fare il bozzetto centrale, poi di lato. Poi ci si confronta con chi fa i movimenti, si cerca di vedere cosa far muovere e come».
Insomma, prima di arrivare a sfilare in corso Italia al Carnevaletto da 3 soldi ci sono settimane e settimane di lavoro e anche di arrabbiature. «Dentro il capannone ci si arrabbia – continua – ma i momenti in cui si mangia tutti insieme e le risate, sono impagabili».
Arriva poi il momento atteso delle sfilate. «La cosa più bella – dice – è vedere le persone che alzano gli occhi al cielo per vedere i nostri pupazzi. Sono momenti che ti ripagano di tutto. Vedi che quello che hai disegnato, che era solo un’idea sulla carta è diventato qualcosa di reale che fa divertire le persone che arrivano proprio per guardare le sfilate».
Quest’anno il rione Fonteblanda ha scelto un tema di attualità, i dazi imposti da Donald Trump, nel carro Il Dazista, ma lo ha fatto con la solita leggerezza che contraddistingue il rione. «Abbiamo optato per il colore dopo il carro dello scorso anno dedicato all’allunaggio che non ci permetteva molto l’uso di colori sgargianti».
Stefano Liberatori ha un suo carro che gli è rimasto nel cuore, quello dedicato a Super Mario. «Quel carro è uno dei miei preferiti. Dopo tutto non era fatto nemmeno tanto male dato che è ancora in circolazione dopo che lo avevamo venduto».
Il gruppo di Fonteblanda non è certo numerosissimo. Quest’anno ha perso anche il supporto del rione di Talamone.
«Siamo pochi e questo certo è un problema –osserva Stefano – Se uno di noi sta male, il lavoro si ferma. Non c’è ricambio. In pochi sanno lavorare il polistirolo. Ci vorrebbero persone disposte a imparare per poi dare una mano».
Tutto è volontariato. Nessun compenso è previsto, c’è solo la grande soddisfazione di divertirsi e di divertire il pubblico del Carnevaletto da 3 soldi che ormai è arrivato alla sua conclusione.
Stefano e i suoi amici sono però già proiettati al futuro. «Abbiamo già in mente cosa faremo il prossimo anno – conclude il carrista – Sono due anni che lavoro all’idea. Speriamo di poterla realizzare il prossimo anno». E quindi, per questo, non resta che aspettare. –
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