Sicurezza
Benini all’attacco di Di Giacinto «Spaesato e debole, su lui non c’è unità»
Il candidato del centrosinistra critica programmi e alleanze E non risparmia giudizi negativi sui socialisti e su De Luca
Ha deciso di essere diretto e pungente il candidato del centrosinistra Andrea Benini. Un modo per dire apertamente agli elettori il suo punto di vista, parlando dei suoi avversari e di chi, fino a qualche mese fa, era nella sua maggioranza.
E questa volta Benini parla apertamente anche di Massimo Di Giacinto, il candidato del centrodestra con il quale si troverà faccia a faccia a dividersi i voti dei follonichesi nel ballottaggio del prossimo 15 marzo. Un uomo spaesato che si cela dietro a slogan positivi e sul quale è stato cucito un personaggio molto poco credibile: così Benini descrive il suo avversario politico. «Ci hanno provato in tutti i modi a costruire una campagna diversa e un personaggio diverso: un Di Giacinto sorridente, propositivo, positivo – dice Benini riferendosi alla campagna elettorale condotta dal centrodestra – Ce lo hanno mostrato perfino davanti allo specchio mentre si fa la barba o beve il caffè, un improbabile Salvini di paese. Ma niente, sceso dal cartellone è sempre lui; un personaggio su cui probabilmente non c’era unità e di cui si sta cercando di nascondere la debolezza, a tratti perfino un certo spaesamento, dietro slogan positivi. E soprattutto alcuni suoi collaboratori, di cui Di Giacinto è acriticamente succube, non riescono a nascondere la loro vera natura, fatta di sotterfugi, di illazioni, di insinuazioni, di astrusi complottismi, e molta poca chiarezza nei confronti degli elettori».
Benini parla poi delle alleanze strette negli ultimi mesi e che hanno visto l'apparentamento con il centrodestra di “In Movimento Per Follonica”, gruppo all'interno del quale militano i socialisti, e di Follonica nel Cuore: «Credo che i follonichesi abbiano il diritto di sapere se ci sono accordi tali da influenzare la composizione delle giunta – dice – Il sostegno dei socialisti, almeno dei vertici, non credo sia “a costo zero”. Non lo sarebbe stato per me, almeno: circa un anno fa mi hanno offerto sostegno per la candidatura, senza mai (dico mai, nemmeno per sbaglio) parlare di temi o problemi della città, in cambio di un accordo che prevedeva garanzie per il “dopovoto”».
Benini parla di Francesco De Luca, oggi passato al sostegno di Di Giacinto: «Una richiesta per me inaccettabile, che invece cinque anni prima avevo sottoscritto, sbagliando». «I socialisti hanno dato vita ad una lista che si è presentata al primo turno, con De Luca candidato sindaco, per poi presentarsi nuovamente al secondo turno e far pesare, magari a peso d’oro, i tanti o pochi voti presi. E che adesso – continua Benini – troviamo felicemente alleata, con tanto di apparentamento, con il centrodestra. Scelte legittime, mi trovo però dubbioso sul fatto che non ci siano accordi per la distribuzione, per dirla chiara, di poltrone».
Per il candidato Benini, il centrodestra «va avanti con poca chiarezza, annunciando progetti roboanti e spesso di difficile realizzazione: si spazia dall’astronave al parco centrale, ad una scuola di musica che si materializzerebbe sul pratone dell’Ilva, per non parlare del misterioso sovrappasso ferroviario che unirebbe le due zone artigianali di Follonica e Scarlino».
E Benini conclude: «Non credo, almeno mi auguro, che tutti gli esponenti del centrodestra locale condividano questa modalità di condurre una campagna elettorale. Questa è la vera identità di alcuni della coalizione di centrodestra. Noi portiamo avanti un messaggio positivo di dialogo, di costruzione di una idea di città e di comunità. Loro hanno provato a cambiare faccia, ci hanno seguito nei nostri stessi luoghi e imitato le nostre parole. Ma alla fine non riescono a nascondere la loro vera natura: da parte di alcuni, un linguaggio violento, mistificatore e cinico». —
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