Gioco
Tante richieste d’informazione ma pochissime le prenotazioni
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Il coronavirus potrebbe essere un serio problema per il turismo, ma al momento la situazione è in stand by». A Castiglione della Pescaia gli operatori del settore non lanciano allarmi, anche se tutti, dagli albergatori alle agenzie immobiliari e gli stabilimenti balneari, confermano che la preoccupazione per le notizie che raccontano i telegiornali in fatto di disdette e rinunce è tanta.
Ancora nella cittadina costiera nessuno avanza ipotesi, soprattutto catastrofistiche, anche perché dati certi non ce ne sono. Gli stessi impiegati dell’ufficio Iat che danno le informazioni turistiche, raccontano che arrivano sempre email e telefonate per chiedere chi è aperto in vista della Pasqua e se gli eventi sono confermati, in particolare le gare paralimpiche di maggio, interessandosi delle strutture ricettive. Stessa cosa da parte degli albergatori. Il refrain è il medesimo quasi per tutti: normalmente in questo periodo incominciano ad arrivare le prenotazioni, cosa che invece stenta a decollare anche se non ci sono disdette. «Certo, con tutti questi annunci giornalieri è anche difficile capire cosa pensano i turisti di noi – dicono alcuni imprenditori del settore – ma di sicuro dobbiamo essere fiduciosi. Da noi in Maremma e in particolare nel comune di Castiglione della Pescaia non c’è nessun caso, e la situazione è di assoluta normalità. Difficile da spiegare al turista, ma anche se siamo preoccupati non c’è nessun allarme». Nei medesimi toni anche la risposta che arriva dalle agenzie immobiliari, seppur con qualche distinguo: «Dire che i dati, confrontandoli con quelli dello scorso anno siano buoni è forse eccessivo – viene sottolineato da più agenzie – però riceviamo lo stesso telefonate ed e-mail. Magari a ridosso della Pasqua ci aspettiamo una risalita. È comunque vero che qualche disdetta è arrivata, ma al momento sembrano casi isolati».
Nessun problema invece si registra per i gestori degli stabilimenti balneari: «È ancora troppo presto per ipotizzare cali di presenze e disdette. L’estate è lontana e noi ci prepariamo come al solito, e fra qualche settimana inizieremo a mettere a posto le nostre strutture. Certo è che anche noi siamo preoccupati».
In netta controtendenza sembra essere invece quello che sta succedendo per esempio a Punta Ala. Molti residenti negli ultimi giorni hanno visto ravvivarsi in modo anomalo la frazione: sembra infatti che molte famiglie del nord, tante quelle della Lombardia, vista la chiusura di Milano e periferia, abbiano deciso insieme alla famiglia e ai bambini di anticipare l’arrivo nelle case al mare.
Fare una stima è difficile, ma in molti sono convinti che almeno un 30% delle abitazioni siano state riaperte, cosa che non accadeva da anni, e che sta rendendo Punta Ala viva, rispetto al naturale periodo invernale, forse anche facilitato dalle belle giornate di sole delle ultime settimane, per la felicità dei negozi e attività commerciali.— Enrico Giovannelli
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