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Coronavirus, saltano i ritiri dei buddisti, l’albergo si svuota

Fiora Bonelli
Coronavirus, saltano i ritiri dei buddisti, l’albergo si svuota

Gli effetti dell'allarme. Alle Aiuole, disdette pari al 100%, va meglio alle Macinaie. I tedeschi non temono il contagio e confermano i viaggi.

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AMIATA. Alberghi e agriturismi d’Amiata in sofferenza per il coronavirus e per le disposizioni restrittive che sono seguite alla circolazione del contagio. Ci sono disdette, sospensioni, incertezze, cancellazioni. Ma c’è anche chi, lavorando in particolare con un turismo di nicchia, per adesso non risente delle conseguenze di un contagio che contamina persone ed economie.

È il caso dell’Hotel le Macinaie, nella parte alta della montagna amiatina, dove, dopo la batosta di assenza di neve, si spera di poter recuperare con il flusso della primavera - estate: «Per ora – spiega Francesco Gentile, gestore delle Macinaie – i nostri ospiti tedeschi e di altre nazionalità non si sono impauriti e hanno confermato tutti l’arrivo a primavera. In questo caso siamo fortunati, perché non lavoriamo con gruppi di bambini o di studenti e nemmeno coi circuiti di tour operator. I nostri ospiti sono appassionati di motocicletta, di bicicletta, di passeggiate. Vengono in automobile o in moto, coi propri mezzi. E per l’estate abbiamo già da mesi prenotazioni dall’America e dall’Australia che nessuno ha disdetto. Speriamo di restare immuni».


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Completamente all’opposto, invece, la situazione dell’Albergo Aiole di Ugo Quattrini, un albergo di Arcidosso che data la sua posizione “di frontiera” (sul crinale Arcidosso – Santa Fiora, ai piedi della montagna e dirimpetto a Monte Labro) lavora con il turismo internazionale che si muove attorno alla comunità tibetana di Merigar: «Sarebbero dovuti iniziare a breve i ritiri Dzog Chen – spiega – ma tutti hanno disdetto. Così come sono state disdette le prenotazioni di Pasqua. Un calo del 100%. Per adesso è così e l’albergo è vuoto, ma sono fiducioso che il vento dovrà cambiare». Meno drammatica la situazione dell’Hotel Da Venerio di Riccardo Imbasciati di Castel del Piano che ha un segmento turistico diverso: «Non ho disdette di soggiorni per adesso – dice – se mai un lieve calo nel ristorante. Ho una clientela molto variegata e nessuno dei gruppi che hanno prenotato si sono tirati indietro: gruppi di micologi, di motociclisti che vengono per vari motoraduni, gruppi di preghiera legati ai santuari della zona. Ma saprò essere più preciso fra qualche giorno. Per ora nulla di preoccupante. Anche la nostra Spa continua a lavorare bene».

Meno ottimista la voce di Charlotte Horton che gestisce l’ospitalità al castello di Potentino: «Proprio oggi – spiega – sono partiti dal castello turisti americani e brasiliani. Non erano per nulla preoccupati. Ma noi, sebbene non abbiamo avuto disdette ci aspettiamo che avvengano. Non sarei certo sorpresa. Lavoriamo con gruppi che arrivano da tutto il mondo, anche giapponesi e americani. Ancora le prenotazioni estive non sono cominciate, ma mi attendo un calo di richieste. Il ragionamento che viene fatto, credo, è quello che mi hanno riservato due amici che avrei dovuto ospitare privatamente e che mi hanno spiegato che non accettavano l’invito perché poi, al ritorno, sarebbero stati messi in quarantena. Comunque aspettiamo e speriamo qualcosa cambi». E infine ecco la situazione così come la spiega al Tirreno Daniela Rappuoli, proprietaria dello storico Hotel Impero di Castel del Piano: «Siamo sempre stati al completo – osserva – fino allo scorso mercoledì. Poi è cominciato il calo. 50% di presenze questo fine settimana. Non sono mancate telefonate di gruppi che lasciano in sospeso la prenotazione. Si tratta di alcuni che risiedono nelle zone rosse italiane». Daniela Rappuoli ha anche un’agenzia di viaggi: «I viaggi di gruppo – spiega – sono completamente bloccati. Non si lavora né si può organizzare nulla perché c’è lo spettro della quarantena».
 

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