Il Tirreno

Grosseto

al podere la mota di catocci 

Ennesimo attacco al gregge Due pecore morte, una sparita

Fiora Bonelli
Ennesimo attacco al gregge Due pecore morte, una sparita

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grosseto. «Siamo alle solite. Una predazione che mi ha compromesso tre pecore. Una del tutto sparita e che non si trova e due ferite mortalmente. Stavano pascolando vicino al nostro podere in pieno pomeriggio. Possibile che questa storia non abbia fine?».

Sono le parole di Beppe Catocci, dell’azienda la Mota, vicinissima a Grosseto, che a distanza di un mese o poco più, ha subito l’ennesimo attacco predatorio a carico del suo gregge. Incursioni, predazioni, pecore che soffrono drammaticamente e si susseguono con uno stillicidio che «consuma questo nostro gregge una volta fiorente – osserva Catocci - e a restare vittime degli assalti, sono pecore giovani perché il “lupo” quelle vecchie non le guarda nemmeno. Queste che il “lupo” mi ha assalito erano tutte incinte e dovevano partorire fra pochissimo. Io le due ferite che h rimesso nel capannone nemmeno le posso guardare tanto mi fanno pena. E purtroppo c’è chi, pur di denigrare il nostro lavoro insinua che facciamo finta di avere subito attacchi per farci pagare i risarcimenti. Perché quelle briciole di risarcimento che potremmo chiedere, ci vengono concesse solo se esibiamo le carcasse coi buchi nella gola. Invece a me nemmeno quello è dato avere; le pecore spariscono, anche in pieno giorno, come questa volta».

Il fatto è successo accanto al podere. «Ho visto il gregge assiepato al cancello – racconta Beppe – e due pecore sul prato, azzannate e insanguinate. Quando le ho contate una mancava e nonostante le ricerche immediate non l’abbiamo più trovata». Beppe spiega anche che adesso è davvero un problema far pascolare il gregge di giorno: «Di notte lo tengo al sicuro il mio gregge ma la notte lo devo far pascolare e le predazioni avvengono di giorno. Purtroppo la perdita di pecore in modo continuativo, è una sicura scossa in negativo per l’azienda. Eppure nonostante tutto voglio far pascolare il gregge all’aperto. L’erba è buona e le pecore vengono su meglio che se fossero nutrite col fieno dentro la stalla. Questo lo sanno tutti. Il mio latte è di grande qualità, ma se si continua così dovrò chiudere bottega». Beppe e suo figlio che con lui conduce l’azienda si alzano alle 5 di mattina e anche prima: «A nessuno preme questo settore. Nessuno ci difende». — Fiora Bonelli

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