Sicurezza
«Rete escursionistica, la legge non ha trovato ancora applicazione»
grosseto. Italia Nostra, con il presidente Michele Scola, all’attacco della Regione Toscana per la legge sull’escursionismo.
«Una legge varata nell’ormai lontano 1998 che non ha mai trovato applicazione pratica proprio per la pessima struttura che le è stata conferita - scrive Scola - perché non ha saputo dare impulso alle Province ad organizzare efficaci reti escursionistiche nei loro territori».
Scola non risparmia critiche alla Direzione regionale attività produttive, che ha compiti di coordinamento i Comuni e le Province, lasciando i territori, specialmente quelli periferici come il nostro, soli a loro stessi, preferendo concentrarsi sulle grandi arterie (vedi Francigena). «Delle reti sentieristiche create dalle Province a cavallo del 2000, poco dopo l’approvazione della legge, nessuna è entrata nel Catasto della Rete Escursionistica Toscana (Ret). Anche i Comuni hanno provato a fare le loro reti, in modo del tutto scoordinato, ma nessuna è divenuta ufficiale. Solo il Cai, nel 2005, riuscì a far inserire dei sentieri nella Ret. Tra essi, ricordiamolo, la via Dogana Costiera che passa da Torre Civetta, che il Comune di Scarlino pochi anni dopo sdemanializzò, cedendola al privato, riconoscendo che non vi era alcun interesse pubblico».
Aggiunge il presidente della sezione locale di Italia Nostra: «Anche oggi, a distanza di oltre venti anni dall’emanazione della normativa, nonostante qualche cartello in giro, la Ret e il suo Catasto sembrano non esistere ufficialmente, quindi qualsiasi sentiero apparentemente attrezzato rischia di non essere assolutamente tutelato, con la seria possibilità che l’escursionista o la guida escursionistica professionale possano capitare in mezzo ad un cantiere di taglio forestale, col sentiero devastato dai trattori, o di fronte ad un cancello chiuso, senza che le autorità amministrative siano a conoscenza, o vogliano applicare, gli strumenti a tutela di questo diritto collettivo al passaggio sui sentieri escursionistici a tutela del lavoro di chi opera nel settore. La Provincia di Grosseto, nelle carte escursionistiche, risulta ancora un grande spazio bianco, come nelle carte geografiche il cuore dell’Africa prima delle grandi esplorazioni. È urgente una riforma della legge 17 del 1998, che preveda l’obbligo che tutti i Comuni censiscano e tutelino le strade vicinali iscritte al Nuovo Catasto Terreni e indicate nel catasto leopoldino, creando una banca dati cartografica». —
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