Il Tirreno

Grosseto

Qui si impara a lavorare la cartapesta Nei locali dell’ex Ipsia la scuola di Cacialli

Giulia sili
Qui si impara a lavorare la cartapesta Nei locali dell’ex Ipsia la scuola di Cacialli

Tra i tanti progetti in cantiere c’è anche quello di organizzare una sfilata a terra per la prossima edizione 

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la storia

Giulia sili

Sono 230 metri quadrati di maschere in cartapesta, stampi in gesso e colori: è la scuola di Carnevale fondata da Piervittorio Cacialli, 78 anni, e oggi ospitata nei locali dell’ex Ipsia di Follonica, in viale Europa. La scuola funziona già da diversi anni ma è stata aperta ufficialmente, con tanto di statuto registrato l’8 gennaio 2020.

I soci fondatori, oltre a Cacialli, sono Franca Segnini, Stefano Barbi, Adalgisa Guarnaccia, Alessandra Farchica, Martina Bertini e Laura Mosca. Collabora Giuseppe Farchica che si adopera assiduamente alla manutenzione e riparazione della struttura interna. Oggi nella scuola è attiva la sezione di cartapesta con produzione di maschere originali per la quale vengono organizzati corsi teorici e pratici ai quali possono accedere persone di tutte le età e in ogni periodo dell’anno. Del resto, Piervittorio e tutti i suoi colleghi pittori e maestri cartapestai sono lì quasi tutti i pomeriggi per creare e dare sfogo alla fantasia. «Erano dieci anni che pensavo di fare una scuola di Carnevale e finalmente ci sono riuscito – spiega Cacialli – ho cercato a lungo il posto adatto e finalmente l’ho trovato grazie all’ex sindaco Benini che ci ha assegnato questa stanza». Piervittorio era un chimico industriale all’Ilva di Taranto e per molti anni ha lavorato nei gruppi estero. Con la pensione, però, è arrivata la passione per il Carnevale. «Ho cercato per anni di non andare in pensione: ho resistito 7 anni poi mi è toccato desistere».

È stato Rino Magagnini a farlo appassionare: «Mi ha chiamato e mi ha chiesto di organizzare alcuni progetti – dice Cacialli – Voleva che facessi il presidente ma ho preferito dedicarmi ad altro, entrare in questo mondo a piccoli passi». Da allora i progetti sono stati tantissimi: dal Follastrello, il concorso per la canzone del carnevale pensato insieme a Laura Mosca alla fasce per le miss del Carnevale. Oggi la volontà è quella di riuscire ad organizzare una sfilata a terra per la prossima edizione: «Si dovrebbe chiamare “sfilata a terra della Scuola di Carnevale” – dice Piervittorio – le maestranze di certo non ci mancano, qui ci sono persone con una lunga esperienza». E tra le lezioni ai bambini che vengono fatte la mattina a scuola e quelle il pomeriggio alla scuola di carnevale il tempo passa in fretta. Le maschere sono il risultato di un impegno costante, lo dimostrano le pareti della scuola tappezzate di centinaia di pezzi tutti molto elaborati. «Voglio ritirare su il vecchio giornalino del Carnevale – conclude Piervittorio – cerchiamo fumettisti, scrittori satirici, insomma tutte le figure che possono servire per rimettere in moto una cosa che a Follonica non esiste più dagli anni’50 quando veniva stampato “il numero unico”» dice.

Ieri è stato un giorno importante: la scuola di Carnevale di Sciacca, in Sicilia, è arrivata a Follonica e la prima tappa è ovviamente stata fatta al museo Magma che al momento ospita la mostra dedicata alle maschere storiche del Carnevale follonichese. —

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