Il Tirreno

Grosseto

l’artista dell’ira del re dei mari  

Quegli attimi nel capannone che ripagano di tutto

Ivana Agostini
Quegli attimi nel capannone che ripagano di tutto

Albinia, il carrista-gentiluomo si svela: «Mentre si crea, le ragazze mi fanno faticare: ma come farei senza di loro?»  

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Un carro di Carnevale, prima di essere una costruzione che sfila in corso Italia a Orbetello, al Carnevaletto da 3 Soldi, è un’idea. Dopo essere un’idea diventa un bozzetto dal quale nascerà tutto il resto. A realizzare il bozzetto del carro del rione Albinia di quest’anno è stato Luigi Pellegrini. «Siamo in tre che ogni anno – racconta – realizziamo il bozzetto. Vengono proposti dei temi. Erika Galli, Valentina Cardinale ed io li realizziamo e poi insieme agli altri ragazzi del carro viene scelto il tema che diventerà un carro di Carnevale».

Luigi Pellegrini ha 56 anni, è un operaio in un rimessaggio di roulotte. La sua grande passione è però quella di disegnare. Nella sua vita, però, fino a circa 8 anni fa mai avrebbe pensato di diventare uno dei carristi, dei forgiatori delle statue dei carri di Albinia. «Avevo collaborato alcuni anni con Fonteblanda – spiega – poi loro smisero e anche io non feci più nulla». Galeotto per Pellegrini fu l’incontro con un’altra delle anime del Carnevale albiniese. Alfio Bracciali. «Mi disse che sapeva che ero bravo a disegnare e mi chiese di entrare a far parte del gruppo dei carristi. Da quel momento – aggiunge – non sono più uscito».

Sono tante le statue che hanno animato i carri di Albinia che portano la sua firma. «Mio fu il Berlusconi del carro Circo Italia, poi le torri con Pulcinella nel carro L’Ora del Carnevale fino al Poseidone di quest’anno». Albinia quest’anno ha scelto come tema l’inquinamento della plastica con L’ira di Poseidone. Un re dei mari arrabbiato. «Ho dovuto cambiare alcune cose rispetto al bozzetto – spiega – perché non si sposavano bene con i movimenti e con le luci. Bisogna arrivare a dei compromessi anche con chi realizza le altre parti del carro per cercare di fare un buon lavoro».

Luigi ama quello che fa. «I momenti più belli sono quelli che passo ai capannoni – sostiene – molto più di quando sfiliamo nel corso. Per me sono attivi in cui penso solo a fare il carro. Siamo un gruppo bellissimo. Mi trovo bene anche con i ragazzi giovani. Mi guardo nelle foto e vedo che ho i capelli bianchi rispetto a loro ma io mi sento lo stesso un ragazzo». E nonostante qualche scontro costruttivo con le altre due ragazze dei bozzetti, lui pensa che senza di loro tutto sarebbe diverso. «Con Erika e Valentina “tribolo” parecchio – dice scherzando – ma loro danno quel tocco che serve a rendere tutto migliore. Ci tengo davvero tanto a dirlo. Le donne sono un valore aggiunto al carro e non solo per la coreografia ma anche per il resto». Creta, tappetino, carta pesta, sono diventati gli strumenti con cui Luigi passa l’inverno.

Sabato sera il Carnevaletto eleggerà il Carrissimo 2020 ma Luigi è già pronto a rituffarsi in una nuova realizzazione per il prossimo Carnevale. —

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