Toscana
Il Cassero resta di nuovo “orfano”. Dopo otto mesi il gestore lascia
Grosseto. Nonostante un accordo con Istituzione Le Mura e Comune, Del Gizzo va via: «Troppe contraddizioni»
GROSSETO. Il Cassero resta vuoto. Libererà gli spazi nell’arco di una ventina di giorni la famiglia dell’imprenditore Guido Del Gizzo che con la sua Archetipi srl aveva vinto, a maggio 2019, un bando aperto dall’Istituzione Le Mura per affidare a un gestore, e per un quinquennio, la Fortezza. Così ha deciso Archetipi dopo aver ricevuto dall’Istituzione Le Mura due comunicazioni che secondo Del Gizzo sono «un’apertura di disponibilità ma allo stesso tempo sono fortemente contraddittorie». Per fare impresa, del resto, ci vuole chiarezza. Si riparte dunque da zero nel percorso che puntava a affidare il Cassero non a singhiozzo; e non è la prima volta che il Baluardo Fortezza resta “orfano”: nel 2018 era accaduto con il progetto naufragato della GroLab.
TANTA ASPETTATIVA
Era il 26 luglio, erano trascorsi appena due mesi dall’aggiudicazione, quando gli imprenditori Del Gizzo, Guido e la figlia Alizéè, vennero accolti a braccia aperte dal presidente dell’Istituzione Le Mura Alessandro Capitani e dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. «Il progetto degli imprenditori Del Gizzo – aveva detto pubblicamente Capitani – ha tutte le caratteristiche per restituire le Mura e il Cassero al loro ruolo centrale per la città». «Accogliamo la famiglia Del Gizzo con soddisfazione –aveva aggiunto il sindaco – è una scelta importante. Crediamo nel ruolo che il Cassero potrà avere per il territorio, una volta che sarà giustamente valorizzato».
DUE ANTEFATTI
Oggi sono trascorsi più di otto mesi da quando gli imprenditori Del Gizzo si aggiudicarono la gestione del Cassero: tanto è passato senza che quell’aggiudicazione venisse mai perfezionata; non è mai stato firmato infatti il contratto di gestione, atto formale che avrebbe dovuto rendere definitiva l’aggiudicazione, che, in linea con la procedura, era provvisoria. E questo è il primo dato di fatto che induce a concludere che qualcosa è andato storto. Tant’è – e giungiamo al secondo antefatto prima dell’annunciato sgombero – Archetipi, Istituzione Le Mura e comune di Grosseto erano convenuti a una decisione: la famiglia Del Gizzo faceva un passo indietro, rinunciando cioè formalmente all’aggiudicazione, che non è mai stata perfezionata, ma senza venir meno a uno degli impegni contenuti nel bando, cioè quello di assicurare eventi. «Tale accordo prevedeva – spiega Del Gizzo – una concessione di 18-24 mesi (non più dunque quinquennale come da bando, ndr) e la garanzia della predisposizione di un nuovo bando in tempi rapidissimi».
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I DUBBI
Quindi, al di là dell’insuccesso del percorso che aveva come obiettivo quello di assicurare al Cassero un gestore di lungo corso, poteva considerarsi tutto a posto? No. Perché le comunicazioni che sono poi discese dall’accordo che formalizzava il passo indietro del gestore non hanno convinto i Del Gizzo per più di una ragione: «Innanzitutto – spiega Del Gizzo – perché mentre è stato detto sì alla nostra programmazione di eventi che si snoda per diciotto mesi, ci è stata accordata una concessione fino al 31 agosto; non solo: ci viene comunicato che le installazioni devono essere tutte a carattere temporaneo: e, per esempio, la mostra sugli Ori Etruschi a cui lavoravamo giustifica una predisposizione delle strutture per almeno 18 mesi». «Ma la contraddizione più forte – sottolinea Del Gizzo – sta nel fatto che l’Istituzione Le Mura mantiene la priorità sull’uso degli spazi e intende far valere il diritto di prelazione per qualsiasi progetto ritenesse d’interesse; va da sé che se lavoro a un evento e lo metto in calendario dal 1° al 15 agosto, il progetto salta se l’Istituzione Le Mura decide che in quel periodo il Cassero ospiterà una mostra di biciclette d’epoca». E l’ultimo ostacolo che per gli imprenditori è tutt’altro che trascurabile è rappresentato dal fatto che «in queste comunicazioni non c’è notizia sui tempi del bando».
«ANDIAMO VIA»
Da qui la decisione di lasciare la Fortezza (cosa che l’accordo del passo indietro non contemplava, tutt’altro): «Libereremo tutti gli spazi – annuncia Del Gizzo – nel giro di due-tre settimane. Chiederemo la disponibilità della struttura per periodi limitati e specifici e per specifici e limitati eventi. E aspetteremo, fiduciosi, il nuovo bando a cui ci presenteremo da soli o con un’associazione temporanea di imprese».
L’AMAREZZA
«Nelle ultime settimane – conclude Del Gizzo – ci hanno contattato diverse persone esprimendoci apprezzamento e anche la disponibilità di dialogare con l’Istituzione Le Mura. Non è esattamente ciò che volevamo: tant’è che fummo noi a sollecitare un bando di gara piuttosto che una concessione diretta». Resta un po’ di rammarico anche alla luce del fatto che gli imprenditori in questi mesi non sono stati con le mani in mano: hanno anche investito, dalle strutture espositive a un frantoio per l’evento “Olio nuovo e Grani antichi”, al progetto di un grande portale web per il Cassero.
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