Lutto
Allarmi inutili anche nei luoghi di lavoro
Misure solo per chi è stato nel ristrettissimo ambito della zona rossa: no a timori per colleghi che rientrano da viaggi al nord
grosseto. Non solo corrieri, rappresentanti o agenti. C’è un gran numero di professioni che richiede di spostarsi sul territorio. Per non parlare di tutte le persone che se ne vanno a passare una vacanza fuori porta. Magari un weekend nel Nord Italia.
Ebbene: in tempi di emergenza da coronavirus il rientro può far trovare brutte sorprese. Anche una semplice gita in Veneto o in Lombardia può, per esempio, far guadagnare immeritate occhiatacce – o peggio – da parte dei colleghi. E dubbi per i datori di lavoro: devo tenere a casa i dipendenti? E se sono collaboratori ai quali non spetta la malattia? E come faccio a sopperire alla loro temporanea assenza in azienda?
Il dubbio lo pone un imprenditore di Grosseto che, nei giorni scorsi, ha dovuto fronteggiare una specie di ammutinamento da parte di alcuni dipendenti che non volevano saperne di lavorare gomito a gomito con dei colleghi rientrati dal Veneto.
A scanso di equivoci ieri il sindaco di Grosseto ha pubblicato una nota di chiarimento sul suo profilo Facebook. Le limitazioni riguardano solo chi torna dalle zone sottoposte a quarantena della Lombardia (i comuni di Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Floriano) e del Veneto (comune di Vo’): devono autodenunciare la propria provenienza all’Asl e sottoporsi alle misure di prevenzione. Il timore di andare a scuola o lavorare accanto a chi abbia fatto una settimana bianca sulle Alpi o una vacanza a Venezia per il Carnevale, è, al momento, del tutto ingiustificato. —
Castel del Piano
Sull’Amiata negozi Coop
presi d’assalto
Nei negozi Coop Unione amiatina di Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Castell’Azzara, Manciano e Scansano, il coronavirus ha provocato l’assalto agli scaffali. Peggio dell’assalto ai forni di manzoniana memoria. Da sabato sono stati svuotati gli scaffali con saponi e disinfettanti, confezioni di alimenti sigillati (pasta, farina, zucchero e sale), carne e frutta, quasi si fosse alla vigilia di una carestia. Il direttore Fabrizio Banchi ha fatto affiggere un cartello davanti a ogni negozio (foto) dove si specifica che «i generi alimentari di prima necessità saranno regolarmente garantiti e dunque non sono giustificate azioni di accaparramento». «È inconcepibile un simile atteggiamento – commenta il direttore – e sono sicuro che finita la paura vi sarà grande spreco di quanto acquistato. I nostri negozi devono vendere solo per uso familiare e non certo per eserciti di persone. F.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google