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Perse un occhio in una lite Condannato l’aggressore

P.S.
Perse un occhio in una lite Condannato l’aggressore

Due anni per un romeno  di 51 anni, che dovrà anche risarcire la vittima intanto con una provvisionale quantificata in 6.500 euro

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PAGANICO. Condannato a 2 anni (pena sospesa), al risarcimento in sede civile e al pagamento intanto di una provvisionale da 6.500 euro più le spese di costituzione di parte civile. Così ha deciso il giudice Andrea Stramenga nel processo per lesioni nei confronti di Vasile Toluntan, romeno di 51 anni. Lesioni particolarmente gravi, perché l’aggressione del 29 giugno 2015, era avvenuta con una sedia, una gamba della quale si era conficcata nell’occhio di uno degli avventori del bar di Paganico dove era avvenuto l’episodio. Il pm onorario Pamela Di Guglielmo aveva sollecitato 3 anni e 6 mesi.

Per Mihai Lamba, 49 anni, anch’egli romeno, costituitosi parte civile con l’avvocato Giacomo De Cesaris per Andrea De Cesaris prima prognosi trenta giorni, prolungati di un altro mese. A marzo 2016 la certificazione della perdita del visus: «Dall’occhio sinistro non vedo più», aveva detto Lamba al giudice. I fatti sonoerano stati ricostruiti in aula dallo stesso Mihai e anche dal nipote Razvan Lamba, presente con lo zio al bar. «Erano le 23. Eravamo andati a comprare delle sigarette, poi ci siamo seduti a bere una birra. Al tavolo vicino c’era Toluntan, che conoscevamo di vista, insieme ad altri tre. Lui è venuto a sedersi da noi, abbiamo chiacchierato». Mihai aveva spiegato che l’aggressore «era ubriaco, parlava brutto». Poi Toluntan si sarebbe alzato e avrebbe sferrato un pugno a Mihai: «Al petto». Poi incalzato dal pm aveva precisato: «Al volto», come detto nella querela. L’uomo era caduto a terra ed era stato raggiunto dalla punta metallica di una delle gambe della sedia afferrata da Toluntan: «Mi ha preso all’occhio sinistro». Nessun soccorso da parte di Toluntan, avevanno detto la vittima e il nipote, e neanche da parte degli altri tre avventori. «Ho portato mio zio a casa, poi siccome era grave siamo andati al pronto soccorso di Paganico e quindi con l’ambulanza a Grosseto. Lui rimase due mesi a casa. Conseguenze? Voleva prendere la patente di guida, non l’ha più potuto fare». Motivazioni entro 60 giorni. — P.S.

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