Il Tirreno

Grosseto

l’allarme 

Man bassa di mascherine e disinfettanti anche in corsia

Francesca Gori
Man bassa di mascherine e disinfettanti anche in corsia

Grosseto. L’Asl ha già provveduto a nuovi approvvigionamenti. E il direttore generale richiama gli operatori alla responsabilità.

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GROSSETO. Non c’è stato solo l’assalto agli scaffali dei supermercati: anche nelle corsie dell’ospedale e nelle stanze del distretto in via don Minzoni c’è chi ha fatto man bassa di mascherine e gel. Pazienti, cittadini, persone che si erano rivolte alla struttura, ma anche persone che lì lavorano. Per questo, il direttore generale dell’azienda Usl Toscana Sud Est Antonio d’Urso ha richiamato tutti i dipendenti dell’azienda al senso di responsabilità su quei presidi tanto preziosi quanto ricercati in questi giorni in cui è esplosa una vera e propria psicosi collettiva. Questa mattina nuovi gel e nuove mascherine arriveranno sia al distretto di via don Minzoni che all’ospedale Misericordia ma dovranno essere utilizzati con la dovuta parsimonia: dovranno cioè, come tutti i presidi sanitari, essere utilizzati soltanto da chi davvero ne ha bisogno. Le mascherine filtranti, ad esempio, dovranno essere indossate soltanto dal personale che dovrà prendersi cura di pazienti che hanno manifestato qualche sintomo specifico, mentre, per lavarsi le mani, se si ha a disposizione un bagno con un lavandino, basta acqua e sapone. I gel igienizzanti sono utili solo quando non si dispone di un bagno.

Davanti all’ingresso dell’ospedale sono state installate le tende della protezione civile dove il personale farà il pre triage, una sorta di filtro per l’accesso alla struttura durante il quale verrà spiegata la procedura e verrà attivato, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, il protocollo previsto per trattare i casi di Coronavirus. In questo modo l’azienda spera che gli ammanchi diminuiscano, proprio grazie alle spiegazioni del personale che avrà il compito di accogliere le persone in arrivo al Misericordia.

Nella giornata di martedì 25 febbraio c’era chi entrava negli uffici pubblici con la mascherina sul volto e chi, dopo essersi igienizzata le mani con il gel, ha indossato i guanti monouso per firmare documenti e utilizzare il pc. Precauzioni esagerate, che servono solo per aumentare la psicosi da Coronavirus. Psicosi alla quale si aggiunge anche il tentativo di sciacallaggio ai danni, soprattutto, degli anziani.

È la Croce rossa, la prima associazione a lanciare un appello per mettere in guardia i cittadini. «Al nord soprattutto - dicono dall’associazione di volontariato - sono arrivate telefonate a casa soprattutto di persone anziane da parte di sedicenti volontari della nostra associazione che dicevano di dover effettuare un tampone a casa».

Nessun tampone, però, viene disposto con queste modalità: solo il personale dell’ospedale e soltanto al Misericordia è infatti possibile sottoporsi al test. Al momento, ai carabinieri e alla polizia, non risultano segnalazioni di tentativi di truffe nella nostra provincia.

Se qualcuno però venisse contattato, può segnalarlo, oltre che alle forze dell’ordine, anche alla Croce rossa nazionale, al numero verde 800 - 065510 che è attivo 24 ore su 24.
 

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