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Un regolamento per prendersi cura della città

Giulia Sili
Un regolamento per prendersi cura della città

I cittadini potranno gestire i beni comuni: sarà approvato dal consiglio comunale il patto di collaborazione con l’Ente per migliorare la qualità

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Presto i cittadini massetani potranno prendersi cura loro stessi dei beni comuni grazie al regolamento che dovrebbe essere approvato in occasione del prossimo consiglio comunale di Massa Marittima.

Si tratta del patto di collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani. Dei veri e propri patti di collaborazione che tanto hanno avuto successo a Bologna, la città che per prima ha adottato questa idea di cittadinanza attiva.

Una sperimentazione ormai consolidata di un rapporto di collaborazione tra amministrazioni pubbliche e cittadini attivi per la valorizzazione, la cura, il riuso di beni di interesse pubblico nella prospettiva di migliorare la qualità della vita nelle città. Lo strumento che è stato sviluppato a Bologna è una forma di convenzione per la cura di uno specifico bene comune urbano, con responsabilità e impegni reciproci che vengono definiti caso per caso.

La stessa cosa si vorrebbe fare a Massa Marittima dove singoli cittadini o associazioni potrebbero fare richiesta per la gestione di un bene qualsiasi di proprietà pubblica. A seguire il regolamento per Massa Marittima è stato il consigliere Ivan Terrosi e sarà lui a presentare la novità in consiglio. Ma se il regolamento non è ancora stato approvato già ci sono delle idee in cantiere: è il caso di alcune associazioni di Tatti, interessate ad occuparsi del campetto della frazione dove si trova il campo da tennis e la pista di pattinaggio. «Avevamo un vecchio regolamento, una sorta di volontariato civico – spiega il sindaco Marcello Giuntini – Oggi ci vogliamo aggiornare mutuando il volontariato con i patti di collaborazione. L’apripista è stata Bologna e credo che possa essere un buon modo per prendersi cura del nostro Comune. Al regolamento ha lavorato l’ufficio del patrimonio e il consigliere delegato al decentramento Ivan Terrosi». «Il primo regolamento è stato fatto Bologna nel 2013 – dice Terrosi – e adesso sono più di 200 in tutta Italia, a dimostrazione che questo tipo di attività funzionano. È un modo per prendersi cura di beni che il Comune da solo non riesce a gestire, come il taglio dell’erba in alcuni punti specifici o come la gestione del campo sportivo di Tatti, ad esempio. Per chi si dedica ai patti di collaborazione può essere previsto, in casi particolari, una forme di sostegno, come ad esempio il prestito di materiali a perde oppure il sostegno economico nei limiti delle risorse disponibili. Inoltre – conclude il consigliere – si potranno prevedere coperture assicurative per i cittadini. In ogni caso è un’attività che non si fa per il ritorno economico: chi decide di prendere parte alla cittadinanza attiva lo fa per il bene della comunità». —

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