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colline dell’albegna 

Sicurezza idraulica «L’acqua va rallentata con opere a monte»

Ivana Agostini
Sicurezza idraulica «L’acqua va rallentata con opere a monte»

L’associazione Vita fa il punto dopo l’incontro con gli enti «La velocità rischia di causare il collasso delle strutture»

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albinia. L’acqua va rallentata a monte. Questo quanto emerso a margine di un tavolo chiesto dall’associazione Vita (Volontari indipendenti territorio dell’Albegna) dopo la piena del fiume Albegna del 17 novembre.

«In pratica – spiega l’associazione in una nota – si tratta di individuare, a monte, quelle aree ad elevato rischio idraulico, dove possono essere realizzate opere destinate a diminuire la velocità delle acque. Interventi da eseguire rintracciando le risorse necessarie, attingendo anche da eventuali fondi regionali».

Al tavolo, oltre all’associazione anche Oltre ai rappresentanti delle associazioni Vita, il Ponte e dei Diportisti di Albinia, erano presenti anche Renzo Ricciardi, ingegnere del Genio Civile, il consigliere della Regione Toscana Leonardo Marras, il presidente del Consorzio di bonifica Fabio Bellacchi, l’ingegnere Massimo Tassi della Bonifica, gli assessori Luca Teglia e Chiara Piccini per il Comune di Orbetello, l’assessora Valeria Bruni ed il sindaco Mirco Morini per il Comune di Manciano, l’assessora Amanda Vichi per il Comune di Magliano in Toscana. «Dall’esame degli eventi del 16 e 17 novembre – sostiene Vita – è emerso in maniera evidente che le opere realizzate e quelle già previste ma non ancora realizzate, come il canale scolmatore di Campo Regio, che peraltro sta andando a gara, non sono sufficienti a garantire una sicurezza idraulica accettabile nel bacino dell’Albegna a causa, soprattutto, dei tempi che l’acqua impiega da monte per arrivare a valle che sono diventati brevissimi. Una velocità talmente elevata da mettere a rischio di collasso qualunque opera idraulica».

Sulla regimazione delle acque a monte è concorde anche Marras che – riferisce Vita – «ha sottolineato la crisi oggettiva raggiunta nella notte fra il 16 e il 17 novembre ed ha convenuto sull’importanza di intervenire a monte, sottolineando anche la necessità di costruire un sistema che preveda misure compensative per le aree agricole a rischio idraulico nonché coinvolte dai progetti di regimazione».

Vita ha ripercorso poi tutti i momenti critici riscontrati e documentati durante l’evento di novembre, partendo dalla foce del fiume e dai problemi riscontrati sul ponte della Ferrovia, ad Albinia, la situazione dell’Elsa, le tracimazioni verificatesi in località Alberone e quelle in destra idraulica del torrente Magione che hanno provocato molti malumori fra gli abitanti della zona. Proprio sul Magione il Genio ha ribadito l’omogeneità delle altezze degli argini, «imputando la causa delle tracimazioni – sostiene Vita – ai naturali assestamenti del terreno. In seguito alle verifiche fatte dal Consorzio, sono stati effettuati, sul Magione, i lavori di ripristino di entrambi gli argini». —

Ivana Agostini

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