Gioco
Le croci di Audibert in attesa di restauro in un capannone «Mancano i soldi»
Realizzate dall’eremita e predicatore a metà del 1800 Sono in legno, per sistemarle servono circa 15mila euro
Le due croci di Audibert, quella di Federico e quella di Montoto, a Castel del Piano, attendono ancora di essere restaurate.
Sono praticamente gli ultimi due esemplari di croci di legno, in parte originali, che hanno resistito dal 1846 in due località soltanto fra le decine e decine piantate in vari borghi e borgate d’Amiata da Baldassarre Audibert, l’eremita e predicatore che alla metà del 1800 si aggirava, oltre che nella zona di Arezzo, anche in quella della montagna. Predicava la povertà e l’umiltà, spingeva gli uomini a pentirsi dei propri peccati nel segno della croce di Cristo. E fece piantare, su basi di peperino con su incisa la data 1846 e la sigla B A P (Baldassarre Audibert pose) monumentali croci di legno scolpite, presumibilmente, da falegnami dei vari luoghi in cui soggiornava.
Nel corso di 174 anni, le Croci di legno si sono deteriorate e molte sono state sostituite con croci di ferro, più resistenti e bisognose di minore manutenzione. A Castel del Piano è successo così alla croce delle Ciaccine o a quella della Casella, in altri casi restano solo le basi, come al Noceto o a Casidore. Le uniche due che erano rimaste in piedi con qualche parte ancora originale erano, appunto, a Montoto e all’incrocio per Pian del Ballo. Tutte e due erano state fatte restaurare dal comitato recupero artistico e storico di Castel del Piano, col supporto della Parrocchia e dell’amministrazione comunale. E anche con la manodopera gratuita di Rosildo Seri, un artigiano che ha sempre tenuto d’occhio la stabilità dei due manufatti. Ma poi quella di Montoto è stata più volte abbattuta da automobili che le sono andate a cozzare contro. Quella di Federico è stata tolta dal supporto perché il legno era completamente deteriorato. Oggi qualcuno vi ha posizionato una piccola croce. Nella croce originale ha resistito la Veronica, una piccola immagine del Cristo intagliata, una miniatura di legno, piccola opera d’arte di un artista ottocentesco. La croce, tolta dal suo supporto un anno fa, fu anche visionata da una restauratrice inviata dalla soprintendenza, mentre l’amministrazione comunale guidata da Claudio Franci, mostrava di voler supportare l’operazione salvataggio.
Intanto il comitato recupero artistico e storico castelpianese, in particolare il ricercatore Marco Farmeschi, suggeriva di collocarla a Palazzo Nerucci, essendo l’ultimo esemplare di Croce parzialmente originale. Ma da un anno, sulle due croci non è stato fatto alcun intervento. A che punto stiano le cose, il Tirreno è andato a chiederlo all’assessore alla cultura Renzo Rossi che ha spiegato: «Tutte e due le croci sono al sicuro in un capannone comunale. Quella di Montoto è spezzata, ma si pensa che possa essere ripristinata e rimessa al suo posto. Quella di Federico, invece, è compromessa e non potrà essere posizionata di nuovo all’aperto. Visto che c’è quella bella immagine di Cristo scolpito e visto che si tratta dell’ultima croce di Audibert che possediamo, contiamo di esporla nel museo di Palazzo Nerucci. Per il restauro di entrambe occorrono dai 10 ai 15mila euro che dobbiamo trovare. E inoltre tutte e due le operazioni dovranno essere dirette dagli esperti della soprintendenza». —
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