Attenzione
Il consiglio diviso sulla Storia Niente cittadinanza onoraria a Liliana Segre e Egea Haffner
Riconoscimento alla sola senatrice o anche al simbolo delle foibe? Tra astensioni, voti contrari e ripensamenti, le mozioni non passano
il dibattito
Francesca ferri
La storia più tragica del Novecento, quella che ha inflitto le ferite più profonde al Paese, dalle leggi razziali fasciste alle stragi titine, ha aleggiato per qualche ora nella sala del consiglio comunale di Grosseto per poi evaporare. La città non darà la cittadinanza onoraria a Liliana Segre e a Egea Haffner. Resta invece aperta la possibilità che una strada possa essere intitolata ad Almirante.
Non sono bastate due mozioni, una della minoranza di centrosinistra (Pd e Lista Mascagni sindaco, che proponeva di conferire il riconoscimento alla senatrice, ebrea sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti), e una di alcuni consiglieri della maggioranza di centrodestra (Lega, Fdi e Fi, per conferirla contemporaneamente a lei e alla signora Haffner, donna simbolo delle vittime della pulizia etnica di Tito, il cui padre fu ucciso nelle foibe). Tra astensioni, voti contrari e ripensamenti, le due proposte non hanno raggiunto la maggioranza qualificata (due terzi), fissata a 22 voti. Occorreva una convergenza. Ma, come ha dimostrato la seduta, sulla storia e i suoi orrori il consiglio è ancora in disaccordo.
Che la discussione non sarebbe filata liscia lo si è capito dall’inizio, quando la proposta di riunire in un’unica discussione i due testi è stata scartata. Poi l’ipotesi di rinviare tutto “per il coronavirus” (vedi box). Quindi la riunione dei capigruppo per decidere. La discussione è finalmente iniziata dopo circa mezz’ora (assenti Lolini, Pepi, Ripani, Carlicchi, Cirillo, Di Giacopo). Carlo De Martis ha sostenuto la mozione Segre come segnale «contro l’indifferenza» e perché «le istituzioni devono essere in prima linea nella lotta contro l’antisemitismo». «Se ritenete che una persona di questo genere non meriti di essere cittadina di Grosseto, fate bene a votare contro», ha detto Lorenzo Mascagni (Pd). Andrea Ulmi (Lega) ha confermato «quel che viene detto sulla Segre» nella mozione del centrosinistra ma, rivolto alla minoranza, ha aggiunto: «Voglio vedere se poi voterete la nostra». Passaggio che non è piaciuto a Gianluigi Perruzza (M5s): «Non siamo al mercato delle vacche», ha detto, rammaricandosi che non sia stato organizzato un incontro pubblico sul tema. Gino Tornusciolo (già segretario di CasaPound, oggi gruppo misto) ha parlato di «atto strumentale e solo politico, nato senza coinvolgere la senatrice». Ha invece sostenuto la mozione “tandem”, Segre e Haffner, nonostante Haffner abbia pubblicamente dichiarato – come ha ricordato De Martis – di non voler essere tirata in ballo e di non essere disposta ad accettare cittadinanze onorarie se proposte in contemporanea con la Segre, considerandola una strumentalizzazione politica.
Alla fine il centrodestra ha votato contro la mozione del centrosinistra, che ha avuto 16 voti contrari e solo 8 favorevoli (centrosinistra e M5s).
Quanto alla mozione del centrodestra, la strategia della par condicio per le vittime proposta da Bruno Ceccherini di Fdi («Siamo sempre favorevoli agli atti che portano alla pacificazione nazionale») e da Ulmi («Bisogna creare una sorta di gemellaggio nel dolore») non ha ugualmente riscosso unanime consenso dall’altra sponda del consiglio. Il centrosinistra si è astenuto; il M5s, invece, a differenza delle intenzioni espresse alla conferenza dei capigruppo del 21 gennaio, quando annunciò voto contrario, ieri ha sostenuto la mozione. Che alla fine ha avuto 19 voti a favore e nessun contrario. Ma non è bastato.
Bocciata infine la mozione di De Martis per revocare la determina che consente al comune di intitolare una via ad Almirante, una a Berlinguer e una alla Pacificazione nazionale, approvata ad aprile 2018.
Concluso il consiglio il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha commentato il solo voto alla seconda mozione (Segre e Haffner), dicendosi «profondamente amareggiato». E aggiungendo: «Per colpa del Pd non passa in consiglio comunale la concessione della cittadinanza onoraria alla signora Segre e alla signora Haffner». —
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