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«Danni irreversibili con quella variante»

«Danni irreversibili con quella variante»

Sei associazioni chiedono al Comune di rivedere la norma «Conseguenze per il paesaggio, la natura e la campagna» 

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capalbio. Legambiente, Wwf, Carteinregola, Green Italia, Coordinamento Toscano produttori biologici, Italia Nostra non hanno dubbi: la variante urbanistica semplificata adottata dal Comune di Capalbio rischia di produrre danni irreversibili su un territorio di grande valore dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e soprattutto rurale, con interventi edilizi che potrebbero alterare il corretto equilibrio esistente tra insediamenti e territorio.

Nelle osservazioni presentate al Comune, le associazioni - che hanno inviato un comunicato in proposito - evidenziano come «la variante sia in contrasto con il quadro normativo urbanistico nazionale e regionale e segnalano l’omesso svolgimento della conferenza di co-pianificazione e addirittura la mancanza dei presupposti per definire “semplificata” la variante».

Ma soprattutto le associazioni lanciano l’allarme sulle ricadute cementizie del provvedimento sul paesaggio e sull’economia di Capalbio: «la possibilità di aprire un “mercato delle volumetrie agricole”, insieme ai premi di cubatura consentiti in nome delle “energie rinnovabili e dell’edilizia sostenibile”, e alla moltiplicazione delle tettoie pertinenziali, potrebbero portare ad accorpamenti assai impattanti proprio nelle zone di maggior pregio paesaggistico e appeal turistico, senza alcun criterio tipologico, planivolumetrico, o un indice di fabbricabilità. Inoltre, in deroga ai parametri edilizi e urbanistici e agli indici fondiari minimi si permetterebbero trasferimenti di volumetrie da capannoni o ruderi in aree agricole di maggior pregio e sensibili aumenti volumetrici per gli agrialberghi, con una moltiplicazione di strutture turistiche senza uno studio conoscitivo delle reali esigenze e soprattutto degli impatti sul territorio, vera base di ogni pianificazione urbanistica».

A rafforzare questa posizione e a conferma della validità delle osservazioni critiche delle associazioni, prosegue la nota, «c’è anche il pronunciamento del settore urbanistica e pianificazione della Regione Toscana che ha ritenuto fondati alcuni dei rilievi più significativi contenuti nelle osservazioni. Il fatto che tale posizione abbia trovato riscontro nel pronunciamento della Regione rappresenta per le associazioni un elemento cruciale per dare forza alla strenua battaglia in difesa del territorio che deve continuare la sua azione con una rinnovata forza».

Le associazioni ambientaliste sono del parere che «con la variante semplificata le aziende agricole potrebbero vendere i propri annessi capitalizzandone il valore, ma provocando il progressivo abbandono dell’attività agricola, privata dei necessari annessi per la conduzione del fondo o l’allevamento del bestiame».

Le associazioni chiedono quindi con forza al Comune di Capalbio di ritornare sui propri passi e rivedere la norma, con strumenti conformi alla pianificazione urbanistica e paesaggistica sovraordinata. Dalle associazioni arriva anche una richiesta di intervento delle autorità competenti in materia e cioè la Soprintendenza e la Regione Toscana. —



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