Gioco
Alla faccia dei social non si incrini la fiducia
La libertà di pensiero è un bene molto tutelato in Italia e non solo. Uno di quei beni in virtù dei quali, a volte anche a sproposito, qualcuno ogni tanto rivendica presunte "superiorità" del Mondo occidentale rispetto ad altri.
A garantire l’esercizio della libertà di pensiero è lo Stato, attraverso la Costituzione e tutto ciò che dalla Costituzione discende: le leggi, l’autorità giudiziaria, le forze dell’ordine. In questo sistema, ovviamente, anche un poliziotto è libero di pensare ciò che vuole, così come anche un poliziotto non ha diritto di ingiuriare chi la pensa diversamente da lui.
Sull’opportunità dell’epiteto usato dalla poliziotta grossetana via Facebook, poco da dire. Più inquietanti le parole d’odio (peraltro clonate da ritornelli politici molto in voga) rivolte a chi la pensa in maniera diversa da lei: i poliziotti sono quelli che nelle manifestazioni di piazza (di destra e di sinistra) o fuori dagli stadi sacrificano la loro incolumità personale per l’incolumità altrui. Poliziotti e carabinieri non tifano: proteggono tutti. E un piccolo post che insinua dubbi contrari fa male non a Carola o alle zecche di sinistra, ma al sacrificio quotidiano di migliaia di uomini e donne in divisa.
Perciò non si perda fiducia: le donne e gli uomini dello Stato difendono i diritti di tutti, anche di chi gli sta antipatico. Alla faccia di ogni improvvida sortita social.
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