Sicurezza
Via Mascagni, nuova diffida a ditta e Comune contro i tagli
Oggi si apre il cantiere ma Grosseto al centro intima di non avviare i lavori «Molti uccelli stanno nidificando sui rami e la legge vieta di danneggiarli»
Sui pini di viale Mascagni stanno nidificando gli uccelli e per questo gli alberi non si possono abbattere. Con questa motivazione l’associazione Grosseto al centro presieduta da Matteo Della Negra tenta di scongiurare, in extremis, il taglio dei cinquantadue alberi dello spartitraffico del viale per i quali le ore sono contate.
Proprio stamani si apre infatti il cantiere della ditta Tirreno Strade incaricata dal Comune di Grosseto di abbattere i pini, sostituirli con dei gingko biloba e rifare l’asfalto.
Ed esattamente ieri pomeriggio Matteo Della Negra ha presentato formalmente, inviandola via Pec, una nuova diffida rivolta all’impresa appaltatrice Tirreno Strade, all’impresa sub appaltatrice Favilli Rinaldo srl, al responsabile del procedimento, progettista e direttore dei lavori, architetto Mauro Pollazzi, al dirigente del settore lavori pubblici, ingegnere Raffaele Gualdani, al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e all’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale, a non dare corso ai lavori e a sospendere l’allestimento del cantiere (che ieri non era stato avviato). Quantomeno fino alla conclusione del periodo di nidificazione.
La nuova azione di Grosseto al centro – tra le più attive del coordinamento di associazioni che dal primo minuto si battono per salvare i pini che il Comune vuole abbattere – era stata annunciata ieri da Della Negra che, in un sopralluogo sul viale, aveva contato diversi nidi di uccelli attivi sui pini.
«Gli stessi cittadini – scrive nella diffida Della Negra – ci hanno comunicato la presenza di nidi e coppie di uccelli nidificanti sulle fronde degli altifusti». A seguito di un controllo effettuato da volontari dell’associazione, scrive Della Negra, «abbiamo in effetti appurato che, partendo da est ed andando verso ovest, le alberature numero 1, 4, 5, 6, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 23, 24, 26, 32, 40, 44, 52 sono interessati dalla presenza di nidi e coppie di uccelli con cova in corso».
Della Negra pone come base per la sua diffida l’articolo 5 della direttiva 2009/147/UE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge 157/1992 e successive modifiche e integrazioni. L’articolo vieta «di distruggere o di danneggiare i nidi e le uova e di asportare i nidi» e «di disturbarli in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva».
Anche la legge regionale toscana 30/2015, rileva Della Negra, all’articolo 79 vieta la distruzione delle uova e dei nidi e il deterioramento e la distruzione dei siti di riproduzione o di riposo delle specie animali ricomprese nell’allegato II della Convenzione di Berna.
«Dal Calendario delle nidificazioni in Toscana del Cot (Centro ornitologico toscano) – dice Della Negra nella diffida – si evince che i mesi in cui si concentra la riproduzione degli uccelli vanno da (marzo) aprile a giugno (luglio), ma che il clima particolarmente mite del corrente mese ha di fatto anticipato l’attività riproduttiva dell’avifauna». Disturbare o uccidere gli uccelli o danneggiarli i nidi è reato e può comportare violazioni amministrative, scrive Della Negra nella diffida, la seconda inviata alla ditta e al Comune dopo quella di fine settembre 2019. Oggi si capirà se questa nuova mossa porterà a Grosseto al centro e a tutti i cittadini che confidano di non perdere i pini il risultato sperato. —
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