Il Tirreno

Grosseto

il protocollo 

Ospedale blindato, si entra solo dalle portinerie Più di 200 le telefonate

Francesca Gori
Ospedale blindato, si entra solo dalle portinerie Più di 200 le telefonate

2 MINUTI DI LETTURA







Da sabato, le porte di accesso all’ospedale Misericordia di Grosseto sono “blindate”. Si entra soltanto dalle due portinerie – l’ingresso in cima alla salita e quello della nuova ala – e dal pronto soccorso, come indicano i cartelli affissi sui tanti accessi utilizzati dagli utenti.

È un’altra delle precauzioni prese dall’azienda Usl Toscana sud est. In ventiquattro ore, al numero verde istituito per avere informazioni, sono arrivate più di duecento telefonate, mentre il numero delle persone che si sono rivolte al pronto soccorso non è aumentato in questi giorni. Le tende che dovevano servire per accogliere gli utenti ancora non sono state installate proprio perché non c’è stato l’assalto al pronto soccorso temuto nei giorni scorsi.

Tante sono invece le richieste arrivate al numero verde, ad esempio su come effettuare tamponi in assenza di sintomi, ma anche fatte da persone che tornano dal nord Italia, considerata ormai area a rischio, preoccupate pur senza alcun malessere. In questi casi l’Azienda, prende le generalità e ne predispone la “sorveglianza attiva”, ovvero, li richiama giornalmente per valutare un’eventuale insorgenza di sintomi per poi deciderne la gestione. A tutti viene consigliato di evitare viaggi, luoghi promiscui o affollati.

È l’ordine degli Infermieri a lanciare un accorato appello ai maremmani: a non farsi prendere dall’ansia e dal panico, soprattutto, ma anche a non recarsi al pronto soccorso al minimo accenno di febbre.

«È pericoloso per loro stessi, per gli operatori sanitari che si trovano a fronteggiare una condizione di iperafflusso difficilmente gestibile ed è pericoloso per tutti i cittadini che hanno bisogno di cure – dice il presidente Nicola Draoli – Ricordiamo che esiste un numero verde Ministeriale (1500) e Regionale (800 55 60 60)».

Gli infermieri, insieme ai medici e a tutto il personale ospedaliero è in prima linea. «In questo momento come infermieri, insieme ai medici e tutto il personale sanitario e non, siamo impegnati per applicare le procedure ed i percorsi previsti in caso di sospetto coronavirus – aggiunge – È in questi momenti che la popolazione si rende conto di quanto importante, delicato, pericoloso sia il nostro lavoro e di quanto sia necessario stringere un patto di alleanza di cura con tutti i cittadini». –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web