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Il suo padrone è morto: Aisha cerca ancora una casa

Francesca Gori
Il suo padrone è morto: Aisha cerca ancora una casa

La cagnolina aveva vegliato Emanuele per due notti intere Quando erano arrivati i vigili del fuoco, si era nascosta per non farsi prendere

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La sera di Capodanno, quando quello che sarebbe successo il giorno dopo non poteva nemmeno essere immaginato, Emanuele lasciò i proprietari del bar nel quale lavorava da pochi mesi, il Crem, per correre a casa dalla sua Aisha. La cagnolina aveva paura dei botti e, dopo il brindisi di mezzanotte, il trentacinquenne si congedò e la raggiunse a casa, nell’appartamento che si trova al terzo piano del palazzo dell’ex Rama.

Era un amore immenso quello che Emanuele Tullo provava per la sua cagnolina. Amore che era ricambiato. Lo ha dimostrato ogni giorno, la cagnolina: fino a quando il barista di 35 anni è stato colto da un malore che lo ha ucciso, mentre era nella sua camera da letto. Dove è stato trovato, due giorni dopo, perché i proprietari del Crem hanno dato l’allarme, non vedendolo arrivare al lavoro.

Il giorno in cui i vigili del fuoco arrivarono davanti alla porta dell’appartamento, Aisha fece di tutto per impedire loro di entrare. Era affamata e aveva sete, erano due giorni che non mangiava e che non beveva. Era impaurita: per due giorni aveva vegliato Emanuele, rimasto senza vita sul pavimento della camera da letto. Era nascosta sotto al letto, ringhiava e abbaiava, tanto che i vigili del fuoco, arrivati con l’autoscala fino alla finestra al terzo piano del palazzo in via Damiano Chiesa, chiesero l’intervento del personale dell’Asl: fu sedata e portata al canile di Grosseto dove è stata accudita. Ma ora è adottabile. «Grazie alla nostra volontaria Monica Ciacci - scrivono all’associazione animalista Adotta un cuore randagio - abbiamo preso noi Aisha. Ora però sarebbe bello che la cagnolina avesse una casa e una famiglia pronta a darle l’amore che si merita».

Aisha ha perso molti chili, da quando Emanuele se n’è andato. Ora, grazie alle cure delle volontarie dell’associazione animalista, ha ricominciato a mangiare. «Ogni giorno cuciniamo per lei e la facciamo giocare molto - raccontano - La cagnolina, che ha quasi sette anni, è molto vivace e soprattutto va d’accordo con tutti gli altri cani, con i maschi e con le femmine. Ha solo bisogno di essere coccolata, per lei perdere il suo padrone è stato un vero trauma». Quando i vigili del fuoco sono entrati nell’appartamento, dopo aver divelto il vetro della finestra della camera da letto dove Emanuele era rimasto per due giorni privo di vita, non voleva saperne di farli entrare.

«Era solo paura, la sua - aggiungono le volontarie di Adotta un cuore randagio - Ha un carattere davvero dolce e ha bisogno di tanto affetto. Sarebbe bello che qualcuno si facesse avanti».—

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