La manifestazione
«Il clima di pressione esercitato sui cittadini dal centrosinistra c’è Ecco alcuni esempi»
Follonica al voto. Massimo di Giacinto, candidato del centrodestra, replica agli esponenti del Pd Giacomo Termine e Cinzia Tacconi
LA POLEMICA
«Giacomo Termine e Cinzia Tacconi, avendo molto tempo libero da dedicare più alla polemica che all’attività politica, come genitori apprensivi di un bimbo non ancora grande, vanno in soccorso del candidato sindaco Benini quando si trova in difficoltà e cercando scontri a distanza con gli avversari. Questo a dimostrazione della debolezza di un gruppo politico e di un candidato che, se ne avesse la forza, potrebbe controbattere senza che qualcuno gli faccia trovare il piatto scodellato».
Così il candidato Massimo Di Giacinto risponde alle parole riportate su Il Tirreno dei segretari provinciale e comunale del Pd.
La vicenda è quella dei “like” sollevata dal quotidiano dopo le frasi del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, pronunciate in occasione di una cena per Massimo Di Giacinto.
«Ognuno ha il suo stile per affrontare le cose, ma di fronte ad attacchi che sanno più di personale che di politico non posso tacere»: Di Giacinto punta il dito contro i segretari del Pd.
«A Termine dico che non è questione di “like”– afferma il candidato del centrodestra – visto che se fosse attento saprebbe che in media ne ho un migliaio in più del mio avversario. Però come so bene, e dovrebbe sapere anche lui, avere tanti “mi piace” è un po’ come essere ricchi avendo in tasca i soldi del Monopoli. Ma lo stato di soggezione di molte persone, anche per aver dato la loro fiducia con un gesto semplice alla mia pagina, sta emergendo. La Tacconi, poi, su cui sarebbe meglio stendere un velo di silenzio, non è certo la persona giusta per fare la morale e dare patente di correttezza ad altri».
Da qui Di Giacinto elenca alcuni fatti di cui si hanno testimonianze e che rientrano negli esempi citati. «Non tutto deve finire in carte bollate o denunce alle autorità – sostiene il candidato – ma ci sono comportamenti che non fanno parte del corretto gioco democratico. Da quando la notizia è uscita, in molti mi hanno contattato per segnalarmi atteggiamenti da cui si evince il clima di pressione esercitato su molti elettori da parte dell’area politica avversaria». E ne snocciola alcuni
«Mi riferisco, ad esempio – afferma Di Giacinto – a un dirigente scolastico follonichese che con un vocale, e guarda caso non con una circolare, invitava gli insegnanti a partecipare a un evento organizzato a sostegno di Andrea Benini, adducendo come motivazione che si parlava di scuola. Non mi risulta che lo abbia fatto, e non credo che lo farà, per una mia iniziativa. Abbiamo il caso di una nota associazione di volontariato cittadina – aggiunge Di Giacinto – dalla cui chat interna si evince la forte acredine verso i volontari elettori della mia parte politica, creando un forte clima di tensione all’interno di un gruppo vocato alla solidarietà e all’aiuto nei confronti del prossimo. Una cosa, poi, che mi riguarda direttamente, è stata la mia visita a una colonia felina qualche giorno fa. In quell’occasione, dopo aver fatto una foto assieme al gruppo di volontarie, e avermi concesso il permesso alla pubblicazione, mi è stato chiesto di rimuoverla. Fatto molto strano, accaduto a diversi giorni dall’episodio».
Massimo Di Giacinto, dunque, cita quelli che a suo dire sono «solo alcuni casi più significativi. Voglio tenere i nomi nel massimo riserbo – conclude il candidato del centrodestra – anche perché credo che in una campagna elettorale improntata alla trasparenza (purtroppo non al confronto visto che il mio avversario ha deciso di declinare l’idea rimangiandosi la promessa), ognuno dovrebbe avere la possibilità di esprimere la propria opinione. Non intendo puntare il dito su qualcuno in particolare, ma non posso girare la testa dall’altra parte di fronte a fatti reali che alterano la libera partecipazione democratica. Così non va certo bene, soprattutto se comportamenti di questo tipo arrivano da una area che, di democrazia, si riempie la bocca solo quando fa comodo, salvo far finta di cadere dalle nuvole di fronte a comportamenti contrari all’esercizio democratico». —
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