Il Tirreno

Grosseto

Follonica al voto/centrosinistra 

Benini parte dal futuro Dialogo con Giusti sul ruolo della scuola

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. È “futuro” la parola scelta per aprire la minirassegna culturale “M’innamoravo di tutto 2.0”: prende il via domani alle 18, alla libreria AltriMondi di via Albereta a Follonica, il ciclo di quattro appuntamenti ideato da Andrea Benini e promossa dalla coalizione di centrosinistra insieme all’associazione “Libertà e Giustizia”.

Protagonista del primo incontro la parola “futuro”, appunto, che sarà trattata a partire dal libro “La scuola politica – Abbecedario laico, popolare e democratico” a cura Simone Giusti, Federico Batini, Giusi Marchetta e Vanessa Roghi edito da Effequ.

Simone Giusti, docente esperto di letteratura e scuola, parlerà dell’importanza di uno sguardo sul futuro e del ruolo della scuola, che secondo gli autori del saggio deve essere laica, popolare e democratica, nella formazione dei cittadini.

«Abbiamo deciso di partire dal futuro – dice Andrea Benini – perché è proprio sulla visione del domani che si basa la politica e perché crediamo che sia un compito di tutti partecipare alla vita di una comunità: per questo, è fondamentale formare i giovani per renderli partecipi del loro futuro, capaci di compiere scelte e di crescere con la prospettiva di essere parte di un tutto».

Il saggio, sotto forma di dizionario, curato da Giusti, parte da questa convinzione: «La scuola non deve fare politica - dicono - eppure non potrebbe, anche volendo, evitare di essere politica, soprattutto perché porta ogni anno milioni di persone a stare insieme, condividendo esperienze e storie che inevitabilmente produrranno trasformazioni intime, profonde e durature. La scuola, ha il dovere di compiere delle scelte di campo e di decidere quali trasformazioni vuole ottenere, a quale scopo e al servizio di chi. Perché una cosa è lavorare al servizio dei cittadini più giovani, quelli che stanno disegnando la società di domani, e un’altra è lavorare al servizio dei genitori o, come spesso accade, degli insegnanti. E cambiando l’obbiettivo si modifica anche il senso della scuola, la sua finalità politica».

La rassegna “M’innamoravo di tutto 2. 0” prosegue sabato 29 febbraio, alle 18, alla sala Tirreno, con il filosofo e docente universitario Sergio Labate che affronterà la parola “mitezza”; sabato 7 marzo al Casello idraulico sarà la volta di Massimiliano Valeri, direttore generale del Censis, che rifletterà sulla parola “desiderio” mentre domenica 8 marzo, in sala Tirreno, il filosofo Tommaso Ariemma affronterà il tema della “fragilità”.—

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa