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Grosseto

SICUREZZA DEI FIUMI 

Wwf contro Regione e Consorzi «Stop all’assalto della vegetazione»

Wwf contro Regione e Consorzi «Stop all’assalto della vegetazione»

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GROSSETO. «Continuano senza sosta in Toscana i tagli “selvaggi” della vegetazione ripariale da parte dei Consorzi di bonifica, con il beneplacito della Regione Toscana. Il tutto inneggiando a una messa in sicurezza di un territorio e di interventi necessari per la sicurezza dei cittadini». Così denuncia il Wwf Italia, con una lunga e articolata nota diffusa dal Delegato regionale Roberto Marini.

Il Wwf punta il dito su recenti interventi compiuti lungo il corso del fiume Cecina, a valle di Ponteginori, nel comune di Montecatini Val di Cecina (Pisa). «Coincidenza particolare è che si interviene proprio nel tratto che, grazie alla sua buona naturalità, ha dimostrato una certa tenuta durante la piena dello scorso mese di novembre. Si porta avanti uno scempio, senza un vero criterio scientifico, già perpretato lungo altri assi fluviali, come l’Arbia o l’Ombrone nel Senese».

Proprio l’Ombrone – dice il Wwf – «è stato vittima di un vero e proprio attacco alle sue rive. A valle di Buonconvento, dove non vi è altro che campagna a perdita d’occhio, il Consorzio di bonifica ha eliminato sistematicamente alberi per chilometri esponendo le rive a erosione ed eliminando un ambiente pregevole in un territorio naturalisticamente intatto. Non c’è stato scampo per pioppi di oltre 50 anni, ontani maestosi, salici e noccioli. Una ferita per la biodiversità come per il paesaggio. Gli abbattimenti, oltre che nell’alveo principale, troppo spesso vengono eseguiti anche in corrispondenza delle rive e delle scarpate situate a notevole distanza da esso, dove non si capisce il nesso con il problema del rischio idraulico. Nei siti d’intervento la vegetazione arborea e arbustiva è stata quasi sempre completamente eliminata. I tagli rischiano di peggiorare la funzionalità fluviale di questi corsi d’acqua. Vengono effettuati senza alcun criterio, asportando la vegetazione arborea con pesanti mezzi meccanici che operano sugli argini e direttamente nel letto fluviale. Ciò ha prodotto la pressoché totale distruzione dell’intero ecosistema, in spregio alle normative comunitarie, nazionali e regionali».

Secondo il Wwf «Regione e Consorzi di Bonifica applicano un approccio eccessivamente semplicistico per affrontare il problema, invece di ascoltare e applicare le migliori eccellenze e ricerche europee e anche delle nostre Università di Firenze e Siena. Già da anni si applica nel nostro continente un approccio basato sulla contemporanea valutazione di più fronti (rischio idraulico, qualità e quantità della risorsa idrica, ecologia, paesaggio, fruizione), per ottenere una reale e duratura riqualificazione fluviale. È ormai accettato come la vegetazione svolge un ruolo di primo piano nella conservazione del territorio e della sua biodiversità, preservando il territorio dall’erosione. La vegetazione ripariale contribuisce alla stabilità delle sponde e al trasporto dei sedimenti. L’apparato radicale di alberi e arbusti trattiene il suolo rendendolo stabile. Se la vegetazione è assente, o molto povera, l’erosione delle rive diventa particolarmente evidente nel momento in cui si verificano eventi di piena».

Il Wwf dunque «denuncia con forza i tagli e gli interventi privi di fondamento e impattanti e richiama al rispetto delle normative comunitarie. Chiediamo risposte concrete e un cambio di rotta dall’assessore Fratoni e dai dirigenti dei Consorzi di Bonifica».

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