Il Tirreno

Grosseto

choc sulla rete 

Post su Rackete La polizia postale al lavoro, il questore deciderà il da farsi

Francesca Ferri Francesca Gori
Post su Rackete La polizia postale al lavoro, il questore deciderà il da farsi

La parlamentare Cenni (Pd) ha avvertito il Viminale Allo studio anche un’interrogazione, interviene Cirinnà

4 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Le parole della vicesovrintendente della polizia Silvia Bocci non cadranno nel vuoto. Nonostante la poliziotta abbia cancellato ogni traccia dal suo profilo Facebook, il contenuto del post in cui giovedì ha definito la comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete «lurida zecca di sinistra», «terrorista che farà la fine che merita», «t***a», «povera stronza», hanno continuato a rimbalzare su Facebook e sugli altri social finendo sulla stampa nazionale e occupando, con la chiave di ricerca “poliziotta” e “carola”, le prime 6 pagine di Google. E non solo.

sanzioni da decidere

Il questore di Grosseto, Domenico Ponziani, appena ha letto il post, ha delegato immediatamente la sezione di polizia postale per svolgere tutti gli accertamenti necessari a procedere, poi, con le sanzioni disciplinari che verranno adottate. Sanzioni che, ha specificato ieri, raggiunto al telefono dal Tirreno, non sono state ancora decise. Nessun dubbio che dietro allo schermo dello smartphone ci fosse la vicesovrintendente della questura di Grosseto: è stata lei, la sera dopo, a scrivere un ulteriore post di scuse dopo aver cancellato il precedente. E sempre lei si è scusata dalle pagine del Tirreno.

cenni avverte l’interno

Scuse arrivate, però, dopo che la parlamentare del Pd Susanna Cenni aveva avvertito il ministero dell’Interno e quello della Difesa. «Prima di presentare un’interrogazione parlamentare – spiega Cenni – aspetto di capire quali provvedimenti prenderà la Questura. Quelle parole mi sono arrivate come una pugnalata: fanno male agli appartenenti alle forze dell’ordine, uomini e donne che svolgono un lavoro molto difficile e che meritano rispetto». Cenni un anno fa si era occupata di una questione simile. «Presentai un’interrogazione perché a una poliziotta di Firenze – ricorda – fu negato il permesso di partecipare in uniforme all’8ª riunione dell’European Glbt Police Association a Parigi, dove si riunivano le associazioni internazionali che promuovono il riconoscimento di pieni diritti per gay, lesbiche e transessuali nelle Forze armate e nei Corpi di Polizia. Non escludo quindi, di fare lo stesso anche ora».

Il linguaggio usato dalla poliziotta è stato un pugno in faccia per molti. «Il linguaggio è importante – dice Cenni – Portiamo avanti campagne contro l’odio verbale, soprattutto nei confronti delle donne e poi vediamo donne scrivere parole come quelle. Non dobbiamo assuefarci a questo modo di fare, per questo ho deciso di avvertire subito il ministero dell’Interno affinché fossero presi i giusti provvedimenti».

cirinnà attende misure

E di un caso simile, accaduto a Grosseto due anni fa, si è occupata anche la senatrice del Pd Monica Cirinnà. Nel 2018 un poliziotto scrisse un post offensivo contro gay e persone di colore. La senatrice presentò un’interrogazione all’allora ministro dell’Interno Salvini. L’interrogazione è caduta al cadere del governo Conte 1. E stavolta Cirinnà cambia strategia. «Qua ci vuole una grande presa di posizione da parte della Questura – dice Cirinnà – perché una mela marcia si può trovare ovunque, ma va tolta subito». La questione, spiega Cirinnà, è una: «Se è vero che ognuno ha un social privato e ci può scrivere ciò che vuole, è anche vero che chi serve lo Stato e lavora in un’istituzione che è a garanzia per i cittadini, deve rispettare la divisa che porta. Una poliziotta deve essere la poliziotta di tutti, come io sono la senatrice di tutti. Voglio sperare che se ferma una Carola Rackete qualunque si comporti con rispetto». Cirinnà, al momento, resta a osservare gli sviluppi della vicenda: «Vediamo che succede a Grosseto. Il cambio di amministrazione ha deluso molti e questo ha portato con sé quest’aria un po’ cupa e molta rassegnazione da chi crede nei diritti e ha speranze rispetto a una città inclusiva. Penso che anche il sindaco debba aprire bocca: chi lavora nelle strade della tua città deve portare rispetto alla divisa».

post inviato a rackete

Intanto quel post ha passato continenti e oceani ed è stato trasmesso dall’avvocato Alessandro Gamberini alla sua assistita Carola Rackete, che in questo momento si trova su una nave rompighiaccio in Antartide. «Aspettiamo la sua risposta», dice l’avvocato che già ieri al Tirreno ha spiegato di essere pronto a perorare una querela contro la poliziotta, che sarebbe la seconda dopo quella contro Salvini. «È significativo che uno degli insulti sia “zecca”, che è esattamente la parola usata da Salvini contro Rackete in un comizio a Milano», dice l’avvocato. —

Francesca Ferri

Francesca Gori



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Il questore di Prato chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite

di Redazione Prato