Il Tirreno

Grosseto

Dal Comune via alla causa contro l’ente camerale

Enrico Pizzi
Dal Comune via alla causa contro l’ente camerale

Nominato l’avvocato che rappresenterà l’amministrazione in giudizio Contestate inadempienze per un milione e 200mila euro più interessi

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«Siamo al lavoro per trovare una soluzione in tempi brevi». Così Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. Ma la pensa diversamente il Comune di Grosseto che, con determina dirigenziale del 20 febbraio, ha dato mandato all’avvocato ha stanziato 9.922 euro per affidare all’avvocato Marco Cutini la causa contro la Camera di commercio.

In ballo ci sono 1,2 milioni euro più gli interessi che il Comune vuole per l’inadempienza dell’ente camerale nella vicenda della mancata demolizione e ricostruzione dell’attuale sede di via Cairoli. La determina impegna quasi 10mila euro per la fase iniziale di studio e introduttiva della causa e dà atto che le somme successive, 11mila euro per la fase istruttoria e 4mila 500 euro per la fase decisionale, saranno impegnate con una successiva determina dirigenziale.

la premessa

Per comprendere la vicenda occorre andare al 16 febbraio del 2007, quando la Camera di commercio di Grosseto chiese al Comune una variante anticipatrice del regolamento urbanistico per ridurre di circa 3. 150 metri cubi la volumetria della sede di via Cairoli e trasferire quei volumi nell’area dell’ex Campo Fiere, in via Fiesole, dove l’ente aveva una proprietà con circa 2.500 metri cubi, originariamente destinata a sede dell’Istituto Zooprofilattico. Dalla somma delle volumetrie sarebbe nato un complesso residenziale da mettere in vendita, così come è stato. Ma la Camera di commercio avrebbe dovuto demolire l’attuale sede di via Cairoli e ricostruirla di dimensioni ridotte, appunto, delle volumetrie “spostate” in via Fiesole. All’epoca si pensava a una nuova sede, per l’ente camerale, da realizzare nell’area dell’Ex Foro Boario.

Atto d’obbligo

Approvata la variante, nell’ottobre del 2008, la Camera di commercio si era impegnata, nel marzo del 2010, con atto unilaterale d’obbligo, a realizzare una nuova sede, al posto di quella attuale, all’ex Foro Boario e a chiedere il relativo permesso a costruire entro 3 anni dall’approvazione della variante, ma anche a demolire e ricostruire parzialmente l’edificio in via Cairoli entro 3 anni dal termine dei lavori della nuova sede. In caso di inadempimento di uno degli impegni, la Camera di commercio avrebbe dovuto pagare 1,2 milioni di euro al Comune per «l’indebito vantaggio ottenuto per l’incremento di volumetria riconosciuto con la variante per la realizzazione del complesso residenziale in via Fiesole».

In realtà, la storia è andata in tutt’altra direzione. L’ente camerale ha incassato i benefici derivanti dall’aumento di volumetria in via Fiesole, ma poi, soprattutto con la fusione della Camera di commercio di Grosseto con quella di Livorno, l’interesse per una nuova sede grossetana è scemato sensibilmente e, di conseguenza, anche quello a demolire e ricostruire parzialmente la sede attuale. Alla diffida del Comune che, ad aprile 2018, chiedeva di ritirare il permesso a costruire al Foro Boario, la Camera di commercio ha risposto chiedendo di cercare un accordo. Sono seguite, nel marzo del 2019, anche delle proposte che comprendevano la cessione al Comune di un terreno edificabile per oltre 2mila metri quadrati, al Foro Boario, del valore stimato di circa 824mila euro, la realizzazione dell’asse di collegamento tra viale Monte Rosa e viale Europa (750mila euro) e un pagamento in denaro di 200mila euro. Ma il Comune non ha accettato.

Deciderà il giudice, anche se ci può essere sempre lo spazio per una transazione. —

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