Il Tirreno

Grosseto

viaggio tra i carri 

Cassarello tormentato dai tanti incendi Il cavallo di Troia ha il sapore della riscossa

Giulia Sili
Cassarello tormentato dai tanti incendi Il cavallo di Troia ha il sapore della riscossa

L’affiatamento tra i membri è sempre stato il loro asso nella manica: quest’anno si racconta la guerra e i suoi protagonisti 

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Le fiamme hanno messo a rischio più volte le sfilate del Cassarello ma il rione non si è mai tirato indietro di fronte alle difficoltà e tra un celebre cavallo di legno e un clown gigante sono tante le storie da ricordare.

A ricordarle tutte sono Mario Buoncristiani, presidente del rione, insieme a Valentina Ranieri, Adriano Bruno e Diego Baietti. Non va dimenticato poi il piccolo Alessio, di soli otto anni, che, nonostante la giovane età è definito da tutti la memoria storica del rione se non di tutto Carnevale.

Quest’anno il rione si è presentato con il carro dal titolo “Siamo tutti figli di...”. «L’idea di questo carro è nata per caso durante una discussione tra amici – spiega Adriano, ideatore del bozzetto insieme a Diego e Danilo Baietti – Prima di tutto ci è piaciuto il titolo “Siamo tutti figli di...”, che a dire la verità è stato censurato per ovvie ragioni. Poi l’idea è cresciuta e siamo arrivati al quadro completo che si rifà alla storia del cavallo di Troia e all’epica guerra».

«La guerra – spiegano gli ideatori del soggetto – è l’intramontabile testimonianza di come vi sia uno scollamento profondo fra le reali cause che portano a un conflitto armato e le motivazioni che vengono poi rifilate alla popolazione, spesso inneggianti ad alti valori nobili che possono accendere il fuoco negli animi dei futuri combattenti». Insomma, per il rione Cassarello la guerra di Troia è la dimostrazione lampante di questo percorso: un conflitto nato per contrastare la forza militare e commerciale della città e del suo porto è passata alla storia, attraverso i millenni, come una guerra per recuperare Elena, la donna amata, meschinamente rapita da Paride e tenuta ostaggio dal nemico. Nel cuore del rione resta però il carro del Circo Italia del 1991: «È senza dubbio il preferito – dice Buoncristiani – per me il migliore mai fatto. È qualcosa di spettacolare: un mascherone gigante venuto benissimo». Ma sono tanti i carri memorabili: tra questi quello del 2012 che è valso la vittoria al rione Cassarello dal titolo “E = mc2” e dedicata alla teoria della relatività di Albert Einstein. Il fuoco però, ha rischiato varie volte di rovinare il Carnevale del rione: «Nel 2018 abbiamo rischiato di non partecipare – racconta Buoncirstiani – il capannone bruciò nel 2017, sono ancora evidenti i segni lasciati dalle fiamme sulle pareti della struttura. Prima di poter lavorare di nuovo all’interno del capannone passarono diversi mesi e così il carro dal titolo “l’Araba Fenice” fu fatto in un solo mese, tutto di ricorsa».

L’araba fenice, chiamata anche l’uccello di fuoco, è l’animale che rinasce dalle sue ceneri: un tema che nel 2018 sembrò il più adatto allo sfortunato rione. Il fuoco però ha perseguitato il rione più volte, anche se mai in modo grave: «Stavamo facendo il sole al carro di Einstein – dice Buoncristiani – quando, saldando, prese fuoco il mascherone. Chiesi dell’acqua e mi venne passata una bottiglia. Il fuoco, però, invece che spegnersi si ravvivò: mi avevamo passato una bottiglia con all’interno del diluente. Insomma, il sole si spense quando era già carbonizzato. Facemmo di nuovo la struttura – continua Buoncristiani, oggi divertito dalla vicenda – e al solito punto si accese di nuovo il fuoco per via della saldatura: quella volta però, grazie ad Adriano, si evitò di dover rifare tutto da capo».

Il rione è molto unito e tra feste, cene «e qualche litigio» come sottolinea il gruppo, i carri vanno e vengono anno dopo anno. A contribuire al risultato sono tante persone, tutte importanti: Franco Carapelli, Mario Buoncristiani, Bruno Rappoli, Lando Stefanelli, Giuseppina Savini e Vittorio Achilli sono gli storici ma sono tanti anche i giovani che si sono uniti nel corso degli anni. — Giulia Sili

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di Redazione web