Sicurezza
Caso Davide Rossi, offese su Fb a Degortes: 6 indagati
Avevano commentato il video pubblicato dall’imprenditore sulla morte del responsabile della comunicazione di Mps Il pm può chiedere il processo
Le indagini della Procura di Grosseto sono terminate e ora, per sei persone, il pm Valeria Lazzarini potrà chiedere il rinvio a giudizio. Il reato è quello di diffamazione aggravata, che sarebbe stata commessa, ancora una volta, nei confronti dell’imprenditore Antonio Degortes che aveva realizzato una serie di video pubblicat su Youtube e poi su Facebook, dedicato al caso Davide Rossi. “Il dito nell’occhio”: si chiama così la trasmissione via web ideata dall’imprenditore, dopo che, qualche anno fa, era stato tirato in ballo da “Le iene” che, attraverso un’intervista all’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, era stato accusato di aver organizzato lui i festini hard al quale avrebbero partecipato i magistrati che stavano coordinando le indagini sul suicidio del responsabile della comunicazione Davide Rossi. Degortes aveva cominciato una personale raccolta di documenti, dopo che la Procura di Siena per due volte aveva archiviato il caso come suicidio. E con quelle carte alla mano, aveva spiegato, nei video pubblicati su Facebook, quali erano state le conclusioni della Procura. Tentando così di chiudere una volta per tutte quella dolorosissima vicenda. Ma non era servito. Sulla pagina Facebook intitolata appunto (Dito nell’occhio”, Degortes aveva ricevuto una pioggia di insulti. «La psicologa ci vuole per te - aveva scritto un sessantaquattrenne - anzi io credo che dovrebbero indagare a fondo su te e sugli amici di Davide... Dito nell’occhio, vado a letto ma rimango convinto che lo avete ammazzato». C’era poi chi, condendo le frasi di parolacce, aveva di nuovo tirato in ballo la storia dei poteri forti e anche, quella dei festini. «Stai coprendo tutti i poteri, quelli che ti hanno permesso di aprire i locali - scrive un utente di Fb di 59 anni - Hai finito tutti i soldi di babbo Aceto e ti metti a dire ste ca...te».
«Ridicolo, vuole coprirsi il culo dai festini, il problema caro bugiardo non sono le email e i festini - scrive invece un quarantaduenne - Gli atti, i giudici, questo mezzo uomo che parla, sono tutti falsi, sono tutti fogli aggiustati a modo. Svegliati, nei festini dove pippavano e facevano sesso c’erano proprio loro».
Assistito dagli avvocati Roberto Baccheschi e Roberto Martini, l’imprenditore aveva presentato diverse querele in Procura: le indagini sono concluse e ora i sei indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per presentare memoria, dopodiché il sostituto procuratore potrà chiedere o meno il rinvio a giudizio dei sei.
Non è la prima querela presentata da Degortes: quella principale, contro la trasmissione “Le Iene”, è stata trasmessa a Genova per competenza. Riguardava infatti l’intervista dell’ex sindaco di Siena che parlava del coinvolgimento dei magistrati senesi nei festini a base di sesso e droga che sarebbero stati organizzati proprio dall’imprenditore. —
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