Il Tirreno

Grosseto

Bentornato a casa Ildebrando: Sovana in festa per il “suo” papa

Lina Senserini
Bentornato a casa Ildebrando: Sovana in festa per il “suo” papa

Le spoglie di San Gregorio VII sono state accolte nel duomo Rimarranno esposte nel reliquiario fino al 14 settembre 

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. «Papa Gregorio, ben tornato a casa». Con queste parole, il vescovo della diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello, monsignor Giovanni Roncari, ha salutato le spoglie di San Gregorio VII, arrivate ieri nel duomo di Sovana, sua città natale, e ha aperto i vespri, assistito dai canonici della cattedrale.

Nell’anno Gregoriano, indetto dalla diocesi per celebrare i mille anni dalla nascita del pontefice a cui si inchinò l’imperatore Enrico IV, quello di ieri è stato il momento più solenne, cui hanno partecipato centinaia di fedeli arrivati da tutto il circondario. «Oggi è la festa di tutto un popolo che ritrova le proprie radici e la propria storia», ha detto commosso il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, prima dell’inizio della funzione. «È un grande evento religioso e culturale, che richiama ad alti valori umani, in un momento tanto delicato e difficile, dove sempre più spesso si sente il bisogno di ricostruire la propria identità».

E tutto il popolo di ldebrando da Sovana, divenuto papa con il nome di Gregorio VII nel 1073, proclamato santo nel 1606 da papa Paolo V, ieri era in duomo a celebrarne la memoria, insieme agli amministratori dei comuni di Manciano e Pitigliano, intervenuti con i gonfaloni, alle autorità militari – carabinieri, guardia di finanza, capitaneria di porto – alla protezione civile, ai vigili del fuoco. Le reliquie sono arrivate in paese scortate dal “custode portitore” della cattedrale di Salerno, la città in cui Gregorio VII morì in esilio nel 1085, precedute dalla banda musicale di Sovana e dai figuranti del corteo “Sovana medievale” in costume.

Sono state quindi esposte nel presbiterio e hanno ricevuto la benedizione del vescovo, prima di essere traslate nella navata sinistra del duomo all’interno del prezioso reliquario, dove rimarranno esposte fino al 14 settembre.

L’emozione della gente era palpabile ovunque nelle strette vie del paese, ornate di bandiere e di fiori, in una giornata di sole quasi primaverile che ha accolto le reliquie del santo, dopo quasi cinquanta anni dall’ultima volta che erano state esposte, nel 1973, per i nove secoli dal pontificato. Nei bar, nei negozi, nella piazza principale non si parlava di altro e sarà così per mesi a venire, poiché l’anno Gregoriano si chiuderà solo il primo novembre. In questo periodo, oltre al programma più strettamente religioso, resteranno aperte due mostre allestite in quella che è ritenuta la casa natale di Ildebrando: una al piano terra, in cui sono esposte foto scattate da Antonello Carrucoli, insegnante di lettere, esperto e autore di libri sulla storia del papa della “lotta per le investiture”; l’altra, al piano superiore, a cura di Alessandro Pizzetti e Elena Spatarra dell’associazione “SovanAperta”, che riproduce su pannelli la storia del santo, accompagnata dalle riproduzioni dei numerosi dipinti e affreschi a lui dedicati, tra cui due quadri del pittore mancianese Pietro Aldi, esposti nel duomo di Pitigliano. Nel corso delle celebrazioni, spiega Elena Spatarra, «una parte della mostra sarà dedicata alla “sovana”, la campana che i senesi nel 1400 sottrassero al paese come bottino di guerra e che installarono sul campanile della cattedrale di Siena». All’ingresso del duomo, invece, sono esposte le foto e i lavori del fotografo Cesare Moroni, autore tra le altre cose di un calendario dedicato all’anno gregoriano, il ricavato della cui vendita sarà utilizzato per il restauro del campanile del duomo. Il Comune, da parte sua, dedicherà a Gregorio VII una giornata di studio alla fortezza Orsini a Sorano, incentrata sul suo ruolo di riformatore della Chiesa che, spiega il sindaco Vanni, «ha cambiato il corso della storia». —



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