Lutto
Regionali, il sindaco dice no anche a Toti «Voglio restare qua»
Vivarelli Colonna è stato chiamato da Roma e dalla Liguria ma si è sfilato: «Sosterrò convintamente il candidato»
Prima Manuel Vescovi, poi Giancarlo Giorgetti, infine il quasi coetaneo Giovanni Toti (governatore della Liguria). Sono i nomi di coloro che negli ultimi giorni hanno chiamato, da Roma, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, per chiedergli la disponibilità a correre come candidato governatore del centrodestra alle elezioni regionali in Toscana.
Dopo le telefonate di Salvini e Berlusconi, nei mesi scorsi, il cellulare del primo cittadino resta caldo. A tutti, però, Vivarelli Colonna ha risposto allo stesso modo: «Voglio restare a Grosseto, nella città che amo, dove c’è un progetto di governo avviato, solido. Non ci sono margini per convincermi». Parole chiare, toni perentori. «Potevo essere interessato a un ragionamento sulla candidatura sei/otto mesi fa – ripete Vivarelli Colonna, a chi continuamente gli domanda della prospettiva di trasferirsi a Firenze – adesso non più, perché non potrei fare la campagna elettorale come piace a me, toccando ogni territorio, in modo capillare, facendo conoscere e apprezzare il nostro modello di governo. A me piace metterci la faccia, combattere su ogni palla, centimetro dopo centimetro. D’altra parte improvvisare non fa parte della mia genetica». Cita Al Pacino – “Ogni maledetta domenica” – Vivarelli Colonna, al telefono con Il Tirreno: “Avete presente il discorso di Al Pacino alla squadra, prima della sfida professionale più importante (la chiama proprio così)? Ecco, quelle parole mi rappresentano perfettamente e si attagliavano alla mia idea di campagna elettorale. Non dico che è tardi per scegliere il candidato. Il centrodestra può ancora vincere e io, chiunque guiderà la coalizione di centrodestra, sarò in prima fila a sostenerlo convintamente. Ribadisco, però, che è tardi per me, per la mia indole di combattente scrupoloso. Non sono un centometrista, ma un centimetrista. Il terreno devo conquistarlo un centimetro alla volta, massacrandomi di fatica per quel centimetro, difendendo o attaccando con le unghie e con i denti per quel centimetro, perché mi è stato insegnato che quando andrò a sommare tutti i centimetri il totale allora, e solo allora, farà la differenza...».
Negli ultimi due giorni l’ipotesi di un civico di area (con espresso riferimento al sindaco di Grosseto) era stata riproposta da diversi quotidiani nazionali e autorevoli opinionisti politici, insistendo sul fatto che Antonfrancesco Vivarelli Colonna avrebbe dalla sua – oltre al gradimento di quasi tutto lo schieramento di centrodestra, nei suoi vertici regionali e nazionali – di essere nato a Firenze, città che conta un terzo del totale degli elettori toscani. Vivarelli Colonna preferisce non toccare l’argomento Giani. Sottolinea, invece, un suo stato d’animo: «La soddisfazione e la gratitudine verso coloro che in queste ultime settimane hanno pensato a me. Condivido questa gioia – conclude – con la città e con i grossetani. Nonostante sia una stagione di vacche magre, credo che sia evidente a tutti, anche a chi spesso ci critica, che molte cose sono state fatte, che ci mettiamo presenza, impegno, passione, senso civico». Per il governo della Toscana se ne riparla tra 5 anni. —
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