Sicurezza
Perde al gioco e maltratta la madre Patteggia 16 mesi
GROSSETO. Ai carabinieri, la mamma aveva raccontato che da qualche tempo suo figlio era diventato più che intrattabile; anzi, diventava una furia. Perché? Perché perdeva al gioco d’azzardo on line: e ogni volta che perdeva erano lanci di oggetti e urla. Potrebbe essere stata la ludopatia la causa scatenante dei maltrattamenti per i quali un giovane poco più che venticinquenne, abitante in un centro della zona sud della provincia, è stato portato davanti al giudice. Vittima la madre, appunto, nei confronti della quale il giovane avrebbe messo in atto una serie di vessazioni ripetute nel tempo, culminate con l’ultimo dei vari interventi dei carabinieri nell’abitazione, ai primi dell’ottobre scorso. Di fronte al giudice Sergio Compagnucci, assistito dall’avvocata Paola Pucino, l’imputato ha preferito non discutere le contestazioni mosse dal pm Giovanni De Marco e ha patteggiato la pena: 1 anno e 4 mesi, con la sospensione della pena.
Offese di vario genere, il lancio di oggetti e di urla in conseguenza delle perdite al gioco, le percosse quando la donna cercava di calmarlo in queste circostanze, minacce di morte e anche calci e pugni costituiscono l’insieme delle condotte che hanno indotto la Procura a formulare l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia, diretti solo alla donna e durati per circa due mesi. Il marito, malato, non era in grado di fermare il figlio. Tutti gli episodi, secondo quanto raccontato dalla donna, erano da ricondurre alle somme perse al gioco: un atteggiamento così frequente e ripetuto che la donna ha creduto che il figlio sia stato preda della ludopatia. E ogni volta che la donna aveva proposto una cura, il giovane avrebbe rifiutato a male parole l’invito. C’era stata anche una lite con uno dei fratelli, talmente violenta che erano dovuti intervenire i carabinieri, dopo che la donna aveva inutilmente cercato di frapporsi per calmare gli animi: era anche volata una sedia. Tutto sempre a causa di una somma persa al gioco. Un episodio di percosse riferito dalla donna ha completato il quadro delle imputazioni mosse al giovane: ma lui non mi ha mai picchiata, io non sono mai dovuta andare all’ospedale, aveva chiarito la mamma che comunque aveva chiarito di non voler sporgere denuncia contro suo figlio ma solo di essere amareggiata. — P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google