Sicurezza
Open day al Potentino tra vino e biodiversità
seggiano. Verticale di tutti i vini di Charlotte e Alexander Horton al castello di Potentino, domani a partire dalle ore 12. Negli stessi giorni in cui a Montalcino si tiene l’esclusivo evento “benvenuto Brunello” con la presentazione alla stampa dei vini nuovi introdotti sul mercato, la proclamazione delle stelle assegnate alla nuova vendemmia appena prodotta, la posa della piastrella celebrativa della nuova annata e la consegna dei Premi Leccio d’Oro, anche Potentino spera di attrarre visitatori e interesse anche sui vini prodotti al castello.
Si aprono le sale e le cantine con un bistrot no stop preparato dallo chef stellato Michelin Roberto Rossi del ristorante Da Silene di Pescina. «Il castello e i nostri vini come attrazione per promuovere la zona negli stessi giorni in cui si tiene il “benvenuto Brunello”. Siamo a due passi da Montalcino e così speriamo di riuscire ad invogliare il pubblico a spostarsi anche qui a Potentino. Siamo nella conca d’oro dell’Amiata una zona ricca di biodiversità sia della flora che della fauna, abbiamo un microclima unico, un terreno giudicato dagli esperti concimato naturalmente e spontaneamente, unico in Toscana. I nostri vini sono eccellenti» dice Charlotte Horton che etichettò la prima bottiglia nel 2000 e la chiamò “Sacro Monte”, un sangiovese in purezza che ha avuto riconoscimenti nazionali e internazionali compresa la guida dell’Espresso e la rivista inglese Decanter. E poi un Pinot nero «che ha pochi produttori – chiosa Charlotte- e in Pinot rosato champagne senza bollicine e un Alicante rosso particolare della nostra cantina». L’open day di Potentino sarà anche l’occasione per visitare e visionare le biodiversità dell’areale castellano, comprese le numerosissime piante officinali ed erbe selvatiche che crescono in quantità attorno a Potentino: «Ma abbiamo piantato anche 250 frutteti antichi – aggiunge Charlotte – meli, sorbi, gelsi, susini, varietà storiche di questo territorio di cui vanno a rinforzare la biodiversità. L’obiettivo primo è far vivere il nostro monte Amiata». — Fiora Bonelli
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