Il Tirreno

Grosseto

Dopo 21 anni di annunci chiude lo Strillone «Rotto il circolo virtuoso lettori-pubblicità»

Michele Nannini
Dopo 21 anni di annunci chiude lo Strillone «Rotto il circolo virtuoso lettori-pubblicità»

L’editore, proprietario, direttore e grafico Riccardo Caracciolo ringrazia chi ha contribuito all’iniziativa imprenditoriale 

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L’AVVENTURA

Michele Nannini

Dopo ventuno anni di presenza in tutte le case e le attività commerciali di Follonica lo Strillone ha chiuso a dicembre 2019 la sua avventura editoriale.

Lo ha deciso l’editore Riccardo Caracciolo che con un avviso sulla pagina internet del giornale ha spiegato ai lettori ed agli inserzionisti il perché di questa decisione.

«Fare un giornale di annunci distribuito in maniera totalmente gratuita in una realtà piccola come Follonica è stata una bella sfida – spiega Caracciolo – In città come Firenze o Siena era normale ma qui non era scontato. Il fatto di avere sempre avuto una struttura snella è stata la fortuna del giornale che in questi ventuno anni è stato portato sempre di persona in tutte le cassette della posta dei follonichesi, nel resto della regione giornali come lo Strillone sono chiusi ormai da tempo fagocitati da internet e dalla crisi globale che ha attanagliato la nostra principale fonte di sostentamento, ovvero i negozianti e le piccole imprese. Quando siamo nati pensavamo che ci fosse lo spazio per un giornale che potesse soddisfare due bisogni: il bisogno di commercianti e piccole attività di uno strumento su cui fare pubblicità a livello locale e il bisogno dei lettori di un mezzo per inserire i propri annunci e per trovare offerte vicino casa. L’idea vincente è stata quella di creare un circolo virtuoso: tanti giornali distribuiti capillarmente e gratuitamente e quindi tanti lettori, tanta resa pubblicitaria e tanti clienti che investono in pubblicità».

In ventuno anni di esistenza (il primo numero risale al settembre 1999) lo Strillone ha distribuito circa 3 milioni di copie in maniera gratuita senza sovvenzioni o contributi, pubblicando in ogni numero fino a un migliaio di annunci fra quelli dei privati e quelli delle agenzie immobiliari. Nel 2002 lo Strillone ha raggiunto le 120 pagine, nel 2005 è passato al colore, poi dal 2012 è iniziato il ridimensionamento che comunque ha permesso al giornale di arrivare fino a dicembre 2019.

Il tutto grazie all’impegno pressoché unico di Caracciolo che del giornale è stato editore, proprietario, direttore, grafico, distributore e agente pubblicitario affiancato negli ultimi tempi da Tania Magnani. «Adesso quel circolo virtuoso si è rotto, la pubblicità stampata ha perso il suo appeal, la crisi ha frenato i consumi, le attività chiudono o soffrono ormai da anni. Nel solo centro di Follonica si possono contare più di cento fondi con le saracinesche chiuse (tutti fotografati da Caracciolo sul suo cellulare, ndc), non resta che prendere atto che i conti non tornano più: lo Strillone è un servizio, se non ci sono più gli attori che ne possano usufruire il servizio è inutile. In una città come Follonica è stata una sfida vincente, la chiusura è comunque la celebrazione di un successo che è durato ventuno anni».

«Vorrei ringraziare – conclude Riccardo Caracciolo - tutti i lettori, tutti i clienti e tutti i collaboratori che in questo periodo hanno partecipato e contribuito a rendere lo Strillone parte della vita follonichese». —



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