Il Tirreno

Grosseto

fronte verde e fiaip 

«No ai parcheggi a pagamento Agevolare sosta e servizi»

El. G.

Di Meo: «Il fatto che si debba  spendere, anche se poco, funziona da deterrente» Vitale: «Serve una progettualità tra pubblico e privato»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «I fondi sfitti in centro storico a Grosseto sono diventati un vero caso sociale». Lo dice Giovanni Di Meo, del Fronte verde Grosseto.

«Purtroppo dobbiamo costatare che non vi è nessuna volontà di abbassare i prezzi da parte dei proprietari, ma ci sono anche i dubbi degli investitori che vedono il centro storico come una “zona morta” sul piano economico e come una roccaforte pressoché inaccessibile sul piano delle affluenze – spiega Di Meo –. Sicuramente influisce moltissimo il parcheggio a pagamento: già è difficile trovare posto, poi il fatto che si debba pagare, seppur meno di 1 euro all’ora, funge inevitabilmente da deterrente all’affluenza al centro storico. Dobbiamo dunque, come politica, affrontare la questione del centro storico come un problema da risolvere e studiare delle soluzioni».

Il rappresentante del Fronte verde pensa ad «eventi in cui non vi sia il parcheggio a pagamento, per aumentare la fruizione. Oppure si potrebbe pensare a modalità di fruizione dei fondi sfitti coinvolgendo i proprietari e dando loro delle opportunità di valorizzazione di quei fondi. A Grosseto, più che in altre città, esiste un problema centro storico, perché ognuno guarda a se stesso e non si ragiona in un’ottica cittadina. Ma gli eventi e le soluzioni debbono assolutamente emergere, pena la chiusura definitiva del centro storico e il suo abbandono a “rudere”, a ricordarci i fasti del benessere novecentesco».

Anche Luca Vitale, presidente provinciale Fiaip Grosseto e da Il Tirreno interpellato alcuni giorni fa per un’indagine sul valore dei canoni di locazione in centro storico, lancia alcune idee: «Ci sono pochi residenti. Bisogna continuare ad incentivare “l’abitare” in centro, quindi incentivare di più i servizi, favorire il flusso di persone che creano un volano e un giro economico. C’è bisogno di persone che spendono, di agevolare ancora di più i parcheggi e i servizi pubblici». Per le attività - dice Vitale - «è faticoso stare al passo dei grandi Gruppi più snelli che hanno una tassazione inferiore e creano una sorta di concorrenza sleale alla media e piccola distribuzione. Bisogna rilanciare la “filiera corta”, far spendere i soldi nelle attività locali che investono e lasciano i soldi sul territorio, far spendere in centro. Tutti i consumatori dovrebbero avere questo tipo di sensibilità: c’è bisogno di far capire che se spendi nel negozio vicino anche pagando quel qualcosa in più, sicuramente con un servizio diverso, lasci soldi dell’economia nel tessuto locale. Stiamo facendo acquisti miopi: risparmiando qualche euro, è anche vero che si impoverisce una parte importante del tessuto economico. Ci vuole una progettualità pubblico privato, far intervenire persone, promuovere mostre, attività che attraggono, bisogna essere attrattivi per gli investitori». — El. G.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa