Sicurezza
Mandibola trovata in spiaggia È di una donna tra 40 e 50 anni
Prime risposte dagli esami compiuti dopo il ritrovamento ai Capanni Adesso via alla fase di incrocio con i dati relativi alle persone scomparse
Un primo interrogativo ha ricevuto risposta: apparterrebbe a una donna di età compresa tra 40 e 50 anni l’arcata mandibolare ritrovata domenica a Principina a Mare, nella spiaggia dei Capanni, poco distante da dove, nel recente passato, erano già venuti alla luce due femori, il primo nel 2013, l’altro nel 2019. Tutto il resto, invece, resta un mistero.
Il frammento di un teschio, l’arcata mandibolare di una donna morta diversi anni fa, si trova adesso all’Istituto di medicina legale, dopo i rilievi della polizia scientifica. Nei prossimi giorni si procederà con i raffronti, provando a incrociare le schede di centinaia di persone scomparse con quei resti umani. Il primo scoglio da superare è proprio quello dell’identità. Non sarà facile stabilirla. Al momento si battono diverse piste.
La prima è quella che possa trattarsi dei resti di un cadavere portato dal mare, dalle coste del Lazio, della Campania o della Sardegna. Non solo. Nel mar Tirreno si contano anche alcuni naufragi avvenuti negli ultimi dieci anni con corpi mai recuperati. In queste ore è tornato alla mente di molti il caso del pensionato scomparso a Ostia alla vigilia di Natale del 2015 e recuperato sulla spiaggia di Follonica il 12 gennaio 2016. Resta questo un esempio di come un cadavere possa percorrere centinaia di chilometri grazie alle correnti marine, sebbene gli esperti escludano che possa trattarsi di uno dei tanti migranti naufragati nel canale di Sicilia.
La seconda pista porta invece al delta del vicino Ombrone. Pare inverosimile, ma non è da escludere, che le ossa sparpagliate nel raggio di un chilometro, poco distante dalla foce del fiume, facessero parte di un unico corpo portato dalle piene, dall’entroterra. E infine restituito, nei dintorni, dalle mareggiate. Gli animali avrebbero fatto il resto. La spiaggia dei capanni è battuta in ogni stagione, da chi cammina o corre, dai pescatori, dai turisti. In estate vi si riversano migliaia di persone, che stendono i loro teli tra i tronchi, fino alle dune. È possibile che nessuno abbia mai notato, seppure insabbiato, uno scheletro umano?
Infine il terzo scenario. Lo scheletro della donna ignota potrebbe essere stato portato nell’area delle dune via terra e nascosto poi nella boscaglia, magari sepolto sotto pochi centimetri di sabbia. Infine, in quella zona, in passato, sono stati individuati – e poi smantellati, alcune baracche che, in estate, erano diventate dimora di venditori ambulanti del nord Africa. Il mistero su come la mandibola sia arrivata sulla spiaggia di Principina sarà chiarito soltanto svelando l’identità della defunta, che – lo ricordiamo – aveva tutti i denti perfettamente saldi alla mandibola al momento del decesso, verosimilmente risalente a qualche anno fa, denti che avrebbero poi finito per staccarsi dopo una lunga permanenza in acqua o per una prolungata esposizione agli agenti atmosferici, fatta eccezione per i tre premolari. —
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