Il Tirreno

Grosseto

saracinesche abbassate 

Lungo corso Carducci ci sono sette fondi chiusi

El. G.

Lo spopolamento diffuso nelle strade interne alle Mura riguarda anche la via principale che un tempo era l’anima dello shopping cittadino

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GROSSETO. Sono tanti i fondi commerciali vuoti e impressionante è lo spopolamento di alcune strade del centro storico di Grosseto, dove i piccoli imprenditori hanno calato le saracinesche per cercare altrove canoni di locazione più convenienti.

Molti hanno detto addio a una via del centro storico per cercarne un’altra, sempre entro le Mura; altri - più stanchi - sono proprio fuggiti dal centro storico per tentare fortuna al di fuori dalla storica fortificazione che cinge la città.

Caso esemplare è quello da noi più volte citato, di via San Martino: un’ex strada gioiello del centro storico – non lunga – dove abbiamo contato 11 fondi sfitti. Un’enormità considerando le dimensioni raccolte della viuzza. In molti hanno calato le saracinesche; e chi resiste spera in qualche strategia seria di rilancio da parte del Comune, che finalmente porti benefici concreti e reali. Via Montebello è un’altra strada considerata morta da molti. Un’arteria dove il commercio è “depresso” da tempo.

Da un po’ di tempo, però, anche la strada principale del centro storico – corso Carducci – è entrata di prepotenza nell’elenco di arterie costellate di fondi sfitti. Ne abbiamo contati 7, dove le saracinesche sono abbassate con il cartello che campeggia sul vetro e che cercano nuovi affittuari, o comunque (se in vendita) qualsiasi altra chance di vita.

Al numero 64-66 c’era un tempo un negozio di abbigliamento: ora chiuso. Al numero 19, dove sorgeva l’attività di un’altra nota catena, resta il cartello “Vendesi attività commerciale” dell’Agenzia del Demanio, prezzo a base d’asta 1 milione e 105mila euro (avviso d’asta consultabile sul sito dell’agenzia). Al civico 33 un ex bar: fondo in affitto, anche qui c’è il cartello dell’agenzia. Al numero 28 altro negozio con le saracinesche abbassate, idem al 21 dove un tempo era aperto il Number one, poi trasferito in cima al corso in uno spazio più grande; infine un ultimo fondo sfitto, verso il Duomo. Anche qui c’era un negozio di abbigliamento poi trasferito non molto distante, sempre in centro storico. Anche questo ha detto addio a Corso Carducci. — El. G.



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