Il Tirreno

Grosseto

il nodo inquinamento 

Gessi rossi e mercurio nella lente della commissione

Alfredo Faetti
Gessi rossi e mercurio nella lente della commissione

Guidati da Stefano Vignaroli, i parlamentari hanno trascorso  due giorni in provincia  per fare sopralluoghi  e ascoltare istituzioni 

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Gli interlocutori sono stati molti e ancor di più i dati raccolti, ma ancora non bastano. È complessa la gestione dei gessi rossi, gli scarti della produzione di biossido di titanio della Tioxide nella Piana di Scarlino; è complessa l’origine dell’inquinamento da mercurio nel fiume Paglia sull’Amiata. Sono questi i due fenomeni finiti sotto la lente di ingrandimento della commissione parlamentare di inchiesta sugli illeciti ambientali arrivata nel Grossetano per valutare con i propri occhi la situazione.

«Siamo venuti per renderci conto della situazione, per prendere alcune informazioni, ma sono ancora insufficienti – spiega il presidente della commissione Stefano Vignaroli – Per questo convocheremo la Regione Toscana e Arpat a Roma per approfondire sia il tema dei gessi rossi sia quello del mercurio».

Composta oltre che dal M5s Vignaroli anche dai deputati Chiara Braga del Pd, Giovanni Vianello e Alberto Zolezzi del M5s, la commissione ha ascoltato tutte le parti interessate nei due giorni di permanenza in Maremma: a Montioni (Follonica), per i gessi rossi, ha incontrato tecnici dell’azienda e istituzioni locali, lo stesso è avvenuto a Bagnore (Santa Fiora), dove l’argomento è stato il mercurio. E poi la Regione, l’Arpat e la Procura in audizione in Prefettura.

La Commissione ha sentito il prefetto di Grosseto Fabio Marsilio, la procuratrice della Repubblica reggente Maria Navarro, i comandanti dei Carabinieri forestali Alessandra Baldassarri e dei Carabinieri Noe Umberto Centobuchi, il direttore generale di Arpa Toscana Marcello Mossa Verre. Sono stati inoltre ascoltati l’assessora regionale all’Ambiente Federica Fratoni, i sindaci Francesca Travison (Scarlino), Jacopo Marini (Arcidosso) e Federico Balocchi (Santa Fiora), il commissario del Comune di Follonica Alessandro Tortorella, i rappresentanti di comitati di cittadini. La procuratrice Navarro e i comandanti di Carabinieri forestali e Noe hanno riferito in merito alle attività investigative e alle inchieste del passato sui gessi rossi e l’area dell’Amiata.

Sono confronti che necessitano di approfondimenti e che porteranno a una relazione conclusiva, ma intanto hanno permesso di farsi un’idea alla commissione, consapevole che tanto i gessi quanto il mercurio non sono inquinanti nuovi, ma frutto di un’attività industriale decennale, in alcuni casi ancora in essere. «Spesso chi inquina poi sparisce – dice Vignaroli – Anche sul piano delle indagini non è semplice arrivare a dimostrare i fatti: l’indagine sul traffico illecito di rifiuti partita con i gessi rossi ad esempio è ferma. Ma ci sono anche altre problematiche, perché al di là delle indagini, resta l’inquinamento».

Non è semplice approfondire, quindi. Vedi l’inchiesta sul traffico di rifiuti radioattivi che ha viste coinvolte alcune realtà scarlinesi, partita nel 2014 e come dice Vignaroli tuttora ferma, o l’origine del mercurio nel Paglia, scoperto dalla commissione dopo un sopralluogo a Orvieto, in Umbria, dove arriva il fiume. Stando ai risultati delle ricerche fin qui svolte il mercurio è il lascito dell’attività delle miniere, chiuse da decenni. Ma la commissione ha ascoltato anche altre campane, come quella di Nogesi, rete nazionale di comitati e associazioni contrari alla geotermia. «Secondo le nostre informazioni sono le centrali geotermiche il fattore di inquinamento da mercurio più importante», dice Velio Arezzini, portavoce di Nogesi. Temi complessi, in cui la commissione vuole vederci chiaro. –



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