La manifestazione
Tempio crematorio, un concorso per decorare la sala e il giardino
L’idea è dell’architetto Aureli ed è rivolta agli studenti delle scuole superiori Il tema è quello del “trapasso” Premi in denaro ai vincitori
Un concorso di idee per decorare la sala del commiato e il giardino del nuovo tempio per le cremazioni, in fase di ultimazione a Grosseto, nell’area del cimitero di Sterpeto.
L’idea è dell’architetto Roberto Aureli, che nel 2010 ha raccolto il timone di Giuseppe Bruno alla presidenza della Socremar (la società costituita nei primi anni Duemila a Grosseto, per sensibilizzare sul tema della cremazione e contribuire alla realizzazione del tempio), ed è rivolta agli studenti di tutte le scuole superiori della provincia.
Aureli, insegnante di disegno e storia dell’arte al Liceo Scientifico cittadino, autore del primo progetto del tempio, non è nuovo a queste iniziative che coinvolgono i ragazzi, «la futura società – dice – e il veicolo delle idee per le famiglie», su un tema cui da anni ha votato il proprio impegno di “cremazionista” convinto. Il concorso di idee è sostenuto da Ticci antiquariato, lo storico negozio di via Gramsci, che ha voluto celebrare i quarant’anni di attività mettendo a disposizione i premi in denaro attribuiti ai vincitori, mille al primo classificato, cinquecento al secondo e duecento al terzo.
Il tema è “La vita e la morte”, trattato con un’opera pittorica, che dovrà essere accompagnata obbligatoriamente da un aforisma o un componimento – originale o di altro autore – legato all’argomento del “trapasso”, oppure una scultura adatta sia per l’interno che per l’esterno. Le opere, che devono essere consegnate entro il 17 marzo, saranno valutate da una giuria di esperti e quelle vincitrici verranno esposte nel tempio o nel giardino davanti all’ingresso. «La sala del commiato – spiega Aureli – deve essere un luogo di raccoglimento e riflessione, con aspetti decorativi che accompagnino il momento, che sappiano dare qualità all’attesa. Ecco perché è importante anche l’aspetto artistico. Ma ancora più significativo – aggiunge Aureli – è coinvolgere gli studenti della provincia. Questo per due motivi: sensibilizzarli insieme alle famiglie sulla cultura della cremazione, che peraltro qui ha radici storiche etrusche, e ricondurre questa struttura al territorio, attraverso il legame e il rapporto con le scuole. Il tempio crematorio di Grosseto, finalmente, appartiene alla città e alla provincia, consentirà ai parenti dei defunti di accompagnare i propri cari nell’ultimo viaggio senza accollarsi faticose e costose trasferte a Livorno o altrove», conclude. Intanto sono già arrivati i bozzetti per il concorso che entro fine marzo saranno valutati dalla commissione di esperti per decretare il vincitore. Ci sono voluti quasi venti anni, tante battaglie, una variante alla strumento urbanistico, ma ora il tempio crematorio a Grosseto si avvia a diventare realtà, manca solo la copertura che sarà presumibilmente terminata a primavera. La struttura si sviluppa su due piani, al secondo si trova la sala del commiato, mentre la sala cremazione è al primo piano. L’opera, eseguita dall’azienda piemontese Altair spa è realizzata tramite project financing per un investimento di circa 3 milioni di euro. —
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