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Sulla sabbia affiora una mandibola: la macabra scoperta di due amiche

Alfredo Faetti
Sulla sabbia affiora una mandibola: la macabra scoperta di due amiche

Il ritrovamento sul litorale di Principina risale a domenica. Scientifica sul posto: indagini per stabilire la provenienza

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PRINCIPINA A MARE. È stato ritrovato su una duna, tra la sabbia di Principina a Mare, un frammento di teschio umano. Una mandibola con ancora tre denti premolari ben conservati.

L’inquietante ritrovamento è avvenuto domenica pomeriggio da parte di due amiche che si erano concesse una passeggiata sul litorale. E non è un episodio isolato. Sono stati tre i casi nell’arco di sette anni, racchiusi in poco più di un chilometro di battigia.

Il primo è datato luglio 2013 e nonostante l’usura del salmastro venne riconosciuto come un resto umano, forse un femore. Lo stesso tipo di osso è venuto alla luce l’estate scorsa, sempre nella solita zona. L’ultimo ritrovamento risale a domenica scorsa e stavolta il reperto è tornato alla luce in buone condizione, tali da capire subito che si tratta di una mandibola umana. Esattamente come gli altri due, l’osso è stato preso in consegna dalle autorità attraverso la polizia scientifica e messo a disposizione del medico legale per le analisi.

Come sono finite lì quelle ossa? Appartengono alla stessa persona? Se sì, perché vengono fuori a distanza di anni l’una dall’altra? Oppure, se sono resti di più esseri umani, perché su tutta la fascia costiera maremmana vengono fuori solo in quel tratto di Principina?

Questo del resto è l’unico elemento che al momento accomuna tutti e tre i casi, oltre al fatto che parliamo di resti umani. Il primo ritrovamento avviene nel luglio 2013, di fronte a uno stabilimento balneare. Fu un medico di Pavia in vacanza in Maremma, specializzato in Ortopedia, ad accorgersi che ciò con cui stavano giocando dei bambini non era un legno, ma un osso appartenuto a una persona.

Il reperto era fortemente usurato, verosimilmente da una lunga permanenza in acqua, ma il dottore riconobbe subito che poteva trattarsi di un femore e allertò i carabinieri di Marina di Grosseto.

Il secondo caso risale al giugno scorso, durante la pulizia dell’arenile, sempre a Principina stavolta di fronte a un altro stabilimento balneare, distante poche centinaia di metri dall’altro. In quell’occasione i dubbi erano stati più ridotti, viste le buone condizioni in cui era stato recuperato l’osso, subito associato a un femore. Le analisi erano state affidate alla Medicina Legale, ma la provenienza di questo resto è rimasta un giallo.

Domenica scorsa, infine, il terzo ritrovamento, riportato dal Tg9.

Due donne hanno scoperto il frammento di teschio: una mandibola con tre denti premolari ben conservati. Le prime impressioni descrivono un reperto che non sarebbe rimasto a lungo in mare, e sarebbe appartenuto a una persona deceduta non più tardi di sette anni fa. Ma le analisi a riguardo, appunto, sono in corso.

L’osso è stato ritrovato lungo la spiaggia delle Capanne, non distante dai due bagni sopra citati, dove inizia il Parco della Maremma. Le ipotesi sull’origine di questi resti umani spaziano in tutte le direzioni e riaccendono i riflettori sulle persone scomparse da diversi anni e di cui si sono perdute le tracce. —
 

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