Sicurezza
Colpisce col batticarne la sorella e dà fuoco alla loro abitazione
L’uomo ha 80 anni e il giudice ha disposto il rinvio a giudizio Sullo sfondo una vicenda di circonvenzione d’incapace
Quando fu sentito dal giudice, durante l’udienza per l’applicazione del divieto di avvicinamento alla sorella, disse che quel giorno di settembre del 2019, l’aveva colpita perché lei gli aveva fatto sparire alcune cose da casa. La reazione che l’ottantenne ebbe nei confronti dell’anziana donna che viveva con lui, fu sproporzionata rispetto a qualunque spiegazione avesse voluto dare: per questo l’anziano, difeso dall’avvocato Lorenzo Mascagni, è stato rinviato a giudizio dal giudice Sergio Compagnucci per maltrattamenti, lesioni e per aver appiccato le fiamme alla loro abitazione. Ma sullo sfondo di questa dolorosissima vicenda, per l’anziana, ci sarebbe anche una storia di circonvenzione d’incapace del quale è accusato un uomo di 58 anni, difeso dall’avvocato Marco De Stasio e rinviato a giudizio dal giudice Giovanni Muscogiuri. L’uomo, nel 2018 fu arrestato dai carabinieri di Castiglione della Pescaia dopo che il direttore della banca dove c’era il conto corrente dell’anziana poi aggredita dal fratello, aveva avvertito i nipoti che i conti erano stati bloccati a causa dei continui prelievi che erano stati fatti dall’ottantenne che avrebbe consegnato i soldi all’amico. Circa settantamila euro, in due anni. Mentre in questo procedimento l’anziano è parte offesa (assistito dall’avvocato Massimiliano Arcioni), in quello nato dopo l’intervento dei vigili del fuoco, dei carabinieri e del 118 dello scorso settembre, l’ottantenne è imputato. Negli ultimi giorni prima che l’ira dell’uomo si fosse trasformata in violenza cieca, l’anziano avrebbe offeso spesso la donna, l’avrebbe presa a spintoni e le avrebbe tirato botte in testa e al collo, minacciando di ammazzarla. Il giorno in cui scattò l’allarme, l’aveva colpita più volte con un martello batticarne trovato in casa: l’anziana era stata soccorsa e portata all’ospedale, con una prognosi di quindici giorni.
Erano le sei e mezzo del mattino del sei settembre dell’anno scorso quando i vicini sentirono i due anziani urlare: videro poi uscire da casa la donna, con evidenti ferite, che fu subito soccorsa dal 118 chiamato dai residenti della zona. Qualche momento dopo la lite, scoppiò l’incendio nella taverna della villetta a schiera (le case sono su due piani): le fiamme aggredirono il soffitto del primo piano e l’arrivo di una squadra dei vigili del fuoco da Grosseto scongiurò danni più seri all’abitazione anche se, alla fine delle operazioni, fu decretata l’inagibilità della casa, invasa dal fumo.
Intervennero i carabinieri che ascoltarono i testimoni e sentirono anche l’anziano che disse soltanto quello che poi ha ripetuto al giudice: ovvero che alcune cose, dalla sua abitazione, erano sparite e che per quello si era avventato contro la sorella. La donna, che ha 89 anni, era stata portata all’ospedale. Assistita dall’avvocato Cecilia Dragotta, si è costituita parte civile al processo che comincerà il 6 aprile davanti al giudice Marco Bilisari. Il mese dopo nvece comincerà l’altro processo, quello che vede imputato il cinquantottenne che, secondo il giudice, avrebbe abusato della scarsa lucidità dell’ottantenne per convincerlo a consegnargli i soldi messi da parte dalla sorella e la pensione dell’anziana che più di una volta, avrebbe prelevato e consegnato direttamente al suo amico che lo accompagnava in banca a fare quei prelievi. Soldi che in alcune occasioni sarebbero anche stati versati sul conto del cinquantottenne attraverso dei bonifici e prelevati subito dopo con il bancomat. —
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