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castiglione della pescaia 

Reti da pesca distrutte dai tronchi finiti in mare

Enrico Giovannelli
Reti da pesca distrutte dai tronchi finiti in mare

Qualche giorno fa l’incidente ha costretto un armatore a far rientrare il peschereccio L’appello: «Più sostegno al lavoro dei pescatori»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Parlare di “rischio d’impresa” è forse eccessivo, ma in tempi come questi dove i controlli sono esasperati e districarsi tra regolamenti e leggi non è mai facile, figurarsi cosa succede a un pescatore quando si ritrova la sua rete da ridotta in brandelli, a causa di tronchi e legni presi in mare.

Qualche giorno fa l’incidente che ha costretto a far rientrare il peschereccio in porto, è capitato ad una barca della flotta di Castiglione, l’Alba Chiara con il comandante Roberto Trombini. A raccontare l’accaduto l’armatore Rocco Giuliano: «Stavamo pescando e navigando fra l’isola del Giglio e le Formiche, quando durante il recupero della rete ci siamo accorti che nel sacco c’erano dei grossi tronchi d’albero. Purtroppo la rete era strappata in più punti, e non c’era possibilità di ripararla. Siamo così dovuti rientrare in porto».

Giuliano sa bene che sono cose che possono capitare, ma si è sentito in dovere di raccontare l’episodio anche per far capire le tante difficoltà che ci sono in un lavoro come questo: «Come comparto della pesca da troppo tempo ci sentiamo sotto osservazione – dice Giuliano – e invece dobbiamo far capire che per svolgere la nostra attività abbiamo bisogno di essere sostenuti, come accade in tanti altri settori. In mare può succedere di tutto, e non di rado per esempio ci capita di imbatterci in rifiuti e detriti che provocano dei danni, anche seri come i legni portati dalle piene e che per noi sono molto pericolosi. Noi cerchiamo sempre di segnalare a tutti dove c’è il pericolo e quando possiamo portiamo in terra tutto il materiale dannoso. Ma anche questo è un altro impegno e non di poco conto».

Una rete da pesca nuova, di circa 50 metri di lunghezza per una paranza, può arrivare a costare per l’allestimento completo con boe e quant’altro anche seimila euro; e quando un armatore subisce un’incidente così grave, si perde un’intera giornata di lavoro. Poi serve il tempo per la riparazione e anche questo dipende dai danni. «Sappiamo i rischi che corriamo come pescatori e imprenditori – conclude Giuliano – chiediamo solo più attenzione». —

Enrico Giovannelli

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