Sicurezza
Reti da pesca distrutte dai tronchi finiti in mare
Qualche giorno fa l’incidente ha costretto un armatore a far rientrare il peschereccio L’appello: «Più sostegno al lavoro dei pescatori»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Parlare di “rischio d’impresa” è forse eccessivo, ma in tempi come questi dove i controlli sono esasperati e districarsi tra regolamenti e leggi non è mai facile, figurarsi cosa succede a un pescatore quando si ritrova la sua rete da ridotta in brandelli, a causa di tronchi e legni presi in mare.
Qualche giorno fa l’incidente che ha costretto a far rientrare il peschereccio in porto, è capitato ad una barca della flotta di Castiglione, l’Alba Chiara con il comandante Roberto Trombini. A raccontare l’accaduto l’armatore Rocco Giuliano: «Stavamo pescando e navigando fra l’isola del Giglio e le Formiche, quando durante il recupero della rete ci siamo accorti che nel sacco c’erano dei grossi tronchi d’albero. Purtroppo la rete era strappata in più punti, e non c’era possibilità di ripararla. Siamo così dovuti rientrare in porto».
Giuliano sa bene che sono cose che possono capitare, ma si è sentito in dovere di raccontare l’episodio anche per far capire le tante difficoltà che ci sono in un lavoro come questo: «Come comparto della pesca da troppo tempo ci sentiamo sotto osservazione – dice Giuliano – e invece dobbiamo far capire che per svolgere la nostra attività abbiamo bisogno di essere sostenuti, come accade in tanti altri settori. In mare può succedere di tutto, e non di rado per esempio ci capita di imbatterci in rifiuti e detriti che provocano dei danni, anche seri come i legni portati dalle piene e che per noi sono molto pericolosi. Noi cerchiamo sempre di segnalare a tutti dove c’è il pericolo e quando possiamo portiamo in terra tutto il materiale dannoso. Ma anche questo è un altro impegno e non di poco conto».
Una rete da pesca nuova, di circa 50 metri di lunghezza per una paranza, può arrivare a costare per l’allestimento completo con boe e quant’altro anche seimila euro; e quando un armatore subisce un’incidente così grave, si perde un’intera giornata di lavoro. Poi serve il tempo per la riparazione e anche questo dipende dai danni. «Sappiamo i rischi che corriamo come pescatori e imprenditori – conclude Giuliano – chiediamo solo più attenzione». —
Enrico Giovannelli
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