Il Tirreno

Grosseto

processo capuano 

Testimonianza in aula «Pecchia dice il vero»

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follonica. Per il pm, la testimonianza di Claudio Pecchia durante il processo sulle presunte estorsioni con metodo mafioso a carico del commercialista Evans Capuano e altri sette indagati, presentava troppe discordanze, tanto da rimandare gli atti alla Procura. Per gli avvocati Riccardo Sensi, e Rachele Vattone, che assistono il commercialista e Angelo Murè, che «contrariamente all’opinione della Procura, la testimonianza di Claudio Pecchia è stata tutt’altro che discordante e tanto meno poco credibile». Pecchia infatti - dicono ancora gli avvocati - ha esattamente ripetuto, quanto, oltre due anni fa aveva già riferito sia al pm che in sede di indagini difensive.

«Certamente le dichiarazioni di Pecchia - continuano gli avvocati - in larga parte, contrastano nettamente, su circostanze essenziali, con quelle rese dalla presunta persona offesa Arietto Giovannelli. Ciò sicuramente, non le rende, e ci mancherebbe altro, automaticamente meno attendibili di quelle del menzionato Giovannelli».

Parte offesa che, secondo gli avvocati di Capuano e Murè ha costellato la propria deposizione con una serie pressoché infinita di «non ricordo». «Oltre che di plurime contraddizioni - dicono - nonché di affermazioni palesemente smentite da risultanze documentali. Certi che il Tribunale saprà valutare adeguatamente - concludono - continueremo a batterci per far acclarare la verità». —



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