Sicurezza
«Strada in pessimo stato e piena di pericoli Servono lavori urgenti»
Gli abitanti di quest’arteria alle porte di Grosseto lamentano condizioni disastrose ma il Comune risponde di non poter intervenire: «È privata»
GROSSETO. «La strada è un disastro, è pericolosa». L’sos arriva da Gabbriello Maggi, pensionato che percorre ogni giorno la strada del Commendone, segnalandone il degrado e i pericoli diffusi. La strada è stretta e rischiosa per gli automobilisti che si incrociano. Il margine laterale crolla nei fossini. L’asfalto crepato è stato malamente rattoppato dagli abitanti, pochi giorni fa. Sarebbe l’ora che qualcuno ci mettesse mano seriamente, chiedono gli abitanti invocando un intervento del Comune.
L’arteria corre parallela al Maremà in direzione strada degli Aiali. All’inizio l’asfalto non è in pessime condizioni ma pian piano muta in peggio, specie dopo aver scavalcato l’Aurelia in direzione del Terzo. Qua e là si affacciano banchine franate e dislivelli provocati dall’asfalto ceduto. «La strada è stretta e pericolosa nello scambio delle macchine», accusa Maggi.
Per strada incrociamo Silvano Rossi, pensionato, ex carrozziere; un’officina storica in via Belgio, la sua. Anche lui percorre tutti i giorni la strada del Commendone per arrivare a casa dal suo amato cavallo in campagna; ma il collegamento è disagevole «e molto pericoloso - dice - C’è chi ci ha rimesso pure gli pneumatici, venite a vedere», indica prendendone un pezzo davanti a casa (foto). Anche lui, come Maggi, vorrebbe interventi urgenti. La strada è angusta «e rovinata – punta il dito – l’asfalto pieno di crepe e buche».
Pochi giorni fa, racconta Maggi, qualche abitante della zona esasperato ha preso del bitume per conto suo e si è messo a riempire come poteva alcuni punti crepati in mezzo alla strada. L’effetto-toppa non è chiaramente dei migliori. Alcuni abitanti della zona chiedono interventi al Comune. Sempre che la proprietà sia la sua.
È così? L’abbiamo chiesto all’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale, il quale però spiega di no. «Da alcune verifiche fatte - dice Megale - risulta che la strada non sia proprietà del Comune ma solo “privata a uso pubblico”; dunque non possiamo intervenire né fare un progetto di intervento, se non al limite di mero “rattoppamento” di qualche buca. Se qualche privato ha un atto che dimostra il contrario, cioè la proprietà comunale, ce lo faccia conoscere perché a noi così non risulta». Un intervento di manutenzione che a questo punto affonda nel limbo.
La strada presenta un diffuso stato di degrado. E complicato se non impossibile, da parte dei singoli abitanti “frontisti” che oltretutto non sono ovviamente competenti nei lavori pubblici, è mettere in atto un restauro dell’intera arteria. —
Elisabetta Giorgi
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