Il Tirreno

Grosseto

Noto professore muore stroncato da un infarto mentre è in bici

Ivana Agostini
Il professor Ciani in sella alla sua bici
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Il professor Ciani in sella alla sua bici

I soccorritori hanno tentato di rianimarlo per 44 minuti. Sconvolti dal dolore la dirigente, i colleghi e i suoi allievi

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Manciano. È morto, stroncato da un infarto, Armando Ciani, professore di matematica alla scuola media di Marsiliana.

Ciani, 60 anni, domenica 16 febbraio era in sella alla sua bicicletta, nella zona fra Magliano in Toscana e Pereta, quando il suo cuore ha ceduto. Il professore, uomo atletico e amante dello sport, si è accasciato sulla sua bicicletta. La persona che lo accompagnava nel giro in bici ha chiamato immediatamente i soccorsi. Per Ciani è arrivato anche l’elisoccorso Pegaso ma le sue condizioni sono apparse subito disperate. I medici hanno cercato di rianimarlo per 44 minuti. È stato caricato su Pegaso in direzione Siena dove però è giunto senza vita.

La notizia della morte del professor Ciani ha sconvolto la domenica della comunità di Manciano, paese del quale era originario e dove abitava con la sua famiglia. Ciani era laureato in chimica e prima di fare l’insegnante aveva lavorato anche nello stabilimento della Sipe Nobel di Orbetello Scalo; poi aveva avuto esperienze di lavoro all’estero; a un certo punto però aveva però deciso di imboccare il percorso dell’insegnamento.

Sono attoniti i colleghi e la dirigente dell’istituto comprensivo Pietro Aldi, Anna Maria Carbone. «Prima di conoscerlo come insegnante – dice ancora sconvolta la preside – l’ho conosciuto come genitore. Era un uomo molto preparato. Era arrivato nel mondo della scuola con l’ultimo concorso: ma nonostante ciò – aggiunge – ha saputo in poco tempo dare un grande contributo alla scuola e ai suoi ragazzi».

Ciani insegnava matematica nella seconda media di Marsiliana: era un lavoro che faceva part time ma che amava profondamente. «Non solo insegnava matematica ma seguiva i suoi ragazzi sempre ed era sempre pronto ad aiutare chi aveva alcune difficoltà – aggiunge la dirigente – Grazie a lui sono stati fatti progetti importanti: quando ha fatto l’anno di prova, ho visto tanta competenza ma anche una grande umanità. Era una persona intelligente ma con spirito critico e col senso dell’ironia. Perdiamo una persona di grande spessore. Avrebbe dato ancora tanto ai suoi ragazzi. Provo davvero un grande dispiacere».

E c’è tanto dolore anche tra i suoi colleghi. «Sono addolorata – dice commossa la collega Marcella Ferrini – Insieme nel 2015, abbiamo fatto l’anno di prova. Ho dei bellissimi ricordi: di un uomo onesto, in gamba, che aveva tante passioni. A volte scherzavamo sulla sua passione per la bicicletta. Ma il ricordo più bello è il corso di counseling che facevamo insieme. Ci siamo scambiati tanti idee. Una persona sempre corretta. Un uomo che ha saputo mettersi in gioco: a più di 50 anni ha vinto il concorso e ha voluto fortemente fare l’insegnante pur mantenendo un altro lavoro». «Un professionista serio, un collega corretto e un amante del proprio lavoro. Amava i ragazzi della sua classe»: così lo ricorda la professoressa di italiano Maria Teresa Mambrini. «Siamo ancora increduli – dice un’altra collega, Elisa Celata – È un dolore immenso per il nostro istituto. Un bravissimo collega, corretto e disponibile a cui i ragazzi sono molto affezionati».

Armando Ciani era anche un uomo generoso. Il suo ultimo gesto di generosità i soccorritori lo hanno trovato nel suo documento di identità. Ciani aveva deciso di donare i suoi organi. I funerali non sono stati infatti ancora fissati proprio per permettere ai medici di effettuare un eventuale espianto. Cordoglio per la morte del professore è stato espresso anche dall’amministrazione comunale di Manciano.
 

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