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CUORE BIANCOROSSO

Il Grifone scalza la prima in classifica e sogna la C: «C’è un’aria elettrizzante»

Francesca Ferri
Il Grifone scalza la prima in classifica e sogna la C: «C’è un’aria elettrizzante»

Grosseto. Partita memorabile contro il Monterosi, allo stadio 3mila tifosi. Il capo della curva nord: «Navighiamo verso lidi insperati»

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GROSSETO. Miracolo? Riscatto? Sogno? Chiamatela come volete. Quella di ieri per il Grosseto – e per la città di Grosseto – è stata la domenica perfetta. Il Grifone ha affrontato e ha vinto sulla capolista Monterosi scalzandola dal primo posto in classifica e navigando verso le ultime dieci partite di campionato dal vertice della D. Da brivido. La scaramanzia è d’obbligo ma, certo, da lassù la serie C è molto, molto più vicina. E il sogno diventa contagioso.

Non a caso lo stadio Zecchini domenica 16 febbraio era gremito di 3mila spettatori: 2500 paganti, più accrediti, omaggi e trecento bambini e ragazzini under quattordici. Un record come non si vedeva da anni.

Era dai tempi della serie B che a Grosseto non si respirava un’aria così. Parola di Riccardo Ciani, 37 anni, capo della curva nord, che ieri dagli spalti dello Zecchini ha guidato E che ieri sera, miracolosamente conservando le corde vocali ancora intatte («per queste occasioni cambio le pile al megafono, almeno uno spiraglio di voce rimane»), racconta di una giornata memorabile.

«Da una settimana si respirava un’aria diversa, un’aria elettrica – dice Riccardo –. Però, quando c’è tutta questa aspettativa, hai il terrore, non dico il timore, ma proprio il terrore che qualcosa vada storto. E invece tutto è andato perfetto».
 

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E davvero tutto. «I tifosi hanno avuto voglia di cantare e nemmeno per un secondo hanno abbassato il tono – dice Riccardo – non solo perché è una cosa bella ma perché hanno capito che stavolta c’era davvero da dare una mano ai ragazzi in campo. Quando c’è una squadra giovane e genuina, c’è bisogno di dare la carica. E per questo la considero anche una vittoria di tutta la tifoseria, oltre naturalmente al merito della squadra. Noi ci abbiamo messo tanto nella curva – dice Riccardo – però ce l’hanno messa tanto Mario e Simone (Ceri, presidente e copresidente) che ci stanno facendo navigare verso lidi che non speravamo. E non aggiungo altro».

Già, la scaramanzia. Come quella che ha tenuto nascosto, fino all’ultimissimo fischio dell’arbitro, quello striscione, srotolato catarticamente alla fine della partita, con scritto: «E ora la banana…», con invito non proprio elegante – ma tant’è – rivolto al presidente del Monterosi Luciano Capponi. Che, in vista della partita contro il Grosseto, per inviare il messaggio: «Ve lo facciamo vedere noi», aveva utilizzato a sua volta una metafora non esattamente da educanda.

«Lo striscione è nato in maniera goliardica – dice Riccardo – Non è questione di rivalità ma di sana goliardia. Ci siamo detti: “Si fa”, ma l’abbiamo tenuto nascosto finché l’arbitro non ha fischiato la fine della partita. E a quel punto lo abbiamo tirato fuori per salutare calorosamente il presidente del Monterosi». Allo Zecchini è esplosa la gioia vera. Quant’era che non si respirava un clima così? «Dalla serie B – dice senza tentennamenti Riccardo –. L’anno scorso ci fu un accenno quando battemmo il Fucecchio. Ma era la fine di un percorso tracciato. Quest’anno, invece, stiamo vivendo un sogno».

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