Toscana
Sulla Maremmana chiuse sei attività
Un quarto dei negozi della strada ha calato le saracinesche L’appello di chi resiste: «Le tasse ci uccidono, dateci sgravi»
«Affittasi». Questo cartello ad Albinia è sempre più visibile sulle saracinesche. Solo in via Maremmana i negozi che hanno abbassato le serrande sono 6. Le attività sono in tutto 23. La via è lunga poche centinaia di metri e fino a pochi anni fa era il centro nevralgico del paese. Tanti i commercianti che hanno deciso di dire basta: dal macellaio ai fioraio passando per i negozi di abbigliamento. Ma c’è chi ha deciso di restare e stringere i denti.
Gianpaolo Martinelli in Maremmana ha un negozio di abbigliamento e articoli sportivi aperto da circa 55 anni. Ne è entrato a far parte nel 1979 quando si mise in società coi genitori. Era un ragazzo. Oggi lotta per tenere in piedi la sua attività. «Siamo diventati un paese dell’entroterra – dice con amarezza – Un paese che non ha la possibilità di emergere per capacità proprie. Una cittadina che è costretta a galleggiare». Per Martinelli ciò che ha tagliato le gambe ad Albinia è stata la realizzazione del cavalcavia. «Prima le persone erano costrette a passare dentro Albinia. Si fermavano e compravano, ora qua non entrano più. Per noi è stato il colpo di grazia».
Ad Albinia la rinascita doveva arrivare con il rifacimento della Maremmana. Per mesi ha tenuto banco la diatriba se tenere la via aperta o chiusa al traffico. «Secondo me non è possibile chiudere la via al traffico. Se succedesse me ne andrei; Albinia morirebbe. Lo dico a ragion veduta dato che il solo cavalcavia ha fatto dei danni, figuriamoci una via non accessibile alle auto». Anche per Martinelli le vetrine chiuse rappresentano motivo di tristezza e sconforto. «Noi commercianti non abbiamo congedi per maternità, ferie, malattia. Dovremmo avere le tasse dimezzate rispetto a chi gode, e giustamente per carità, di certi diritti. Noi facciamo tutto con il “nostro”. Le tasse ci uccidono, come può una persona decidere di aprire un negozio?». In tanti ci provano. All’inizio della via Maremmana dovrebbe nascere un ristorante. I lavori di sistemazione dei locali sono appena iniziati. «Servirebbe - dice il commerciante - che venisse sviluppata l’area dell’ex Consorzio che ora è dismessa. Sarebbe un’attrazione se qualcuno pensasse a qualcosa di unico in modo da far venire gente da fuori».
Ad Albinia c’è chi vuole restare in centro e chi ha deciso di spostarsi. La parrucchiera Sabriana Lombardelli per anni ha avuto un negozio vicino alla Maremmana, poi ha deciso di ampliarsi e andar più lontano. «Io non ho problemi con i miei clienti anche se sono distante dal centro – dice – Vengono anche da Orbetello. Bisogna offrire professionalità e garantire un orario di apertura in modo da dare un buon servizio. Qui c’è ugualmente movimento; in centro soffrono un po’. Speriamo che il commercio riprenda. La Maremmana rimarrà sempre il fiore all’occhiello del paese».
Anche il presidente del Ccn Manolo Fossati ha chiuso il negozio in via Maremmana. «Albinia dà il meglio di sé in primavera e autunno. Ora viene da un periodo non florido ma siamo ottimisti e lavoriamo per eventi che portino persone e rivitalizzino il centro di Albinia. Oggi aprire un negozio è difficile perché prendono piede i centri commerciali e il commercio su internet. Il futuro è nei locali dove si mangia, nei bar per aperitivi e apericena, nei o ristoranti. Noi abbiamo voglia di fare e non ci arrendiamo». —
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