Il Tirreno

Grosseto

massa marittima 

Fenice, ok gli infissi Il Tar ribalta le regole

Giulia Sili
Fenice, ok gli infissi Il Tar ribalta le regole

Stando al regolamento urbanistico dovevano essere tolti perché in alluminio. Il sindaco: «Siamo tra due fuochi»

2 MINUTI DI LETTURA





massa marittima. I nuovi infissi del Park Hotel la Fenice potranno rimanere dove sono: a stabilirlo è stato il Tar della Toscana in seguito al ricorso presentato da Luigi Mansi, proprietario della struttura, al quale era stato intimato di rimuovere le persiane non in linea con il regolamento urbanistico cittadino.

Oggetto del contendere era il materiale scelto per i nuovi infissi. Di fronte a questa vicenda, però, il comune di Massa Marittima si sente tra l’incudine e il Martello: a spiegarlo è il sindaco Marcello Giuntini.

Tutto è iniziato in seguito ai lavori fatti nell’imponente villa ottocentesca, situata in via Armando Diaz. Lì Mansi non aveva però tenuto conto dei vincoli imposti dal piano urbanistico della città, che per gli infissi prevede l’uso di persiane alla fiorentina e quindi in legno e non in plastica e neanche in alluminio.

Gli infissi scelti non erano però in legno e il Comune, in seguito alla segnalazione fatta da un cittadino, fece un’ordinanza di rimozione. A questa è poi seguito il ricorso al Tar e, infine, il ribaltamento della situazione: il tribunale ha sentenziato a favore della società definendo “equipollente” il materiale utilizzato per gli infissi della Fenice.

Insomma, quelle finestre possono restare dove sono. La posizione del Comune di fronte a questa storia è però piuttosto scomoda: «Siamo tra l’incudine e il martello – dice Giuntini – ovvero tra il Tar e la Soprintendenza. Un cittadino che viene a conoscenza della sentenza emessa a favore della Fenice pensa che a Massa Marittima d’ora in avanti si potranno mettere infissi in alluminio anodizzato o in materiali simi– legno, ma non è così semplice. I cittadini per sostituire gli infissi devono chiedere parere alla Soprintendenza e se i materiali scelti per il lavoro non sono quelli previsti, il parere della Soprintendenza è quasi sempre, se non sempre, negativo. Quindi il cittadino dovrebbe compiere un abuso, montando degli infissi non consentiti e, di conseguenza, il Comune sarà poi costretto a emanare l’ordinanza di rimozione».

Insomma «Il cittadino – conclude Giuntini – si rivolgerà quindi al Tar che, come nel caso dell’hotel la Fenice, potrà dare ragione alla proprietà. Insomma, i cittadini dovrebbero fare ricorso per sentirsi dire che quel materiale va bene. Il regolamento urbanistico è però in accordo con quanto previsto dalla Soprintendenza per i centri storici soggetti a vincolo e, proprio per questo motivo, il Comune si trova in mezzo a due fuochi». –

Giulia Sili

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore