Il Tirreno

Grosseto

L'ALLERTA MONDIALE

Coronavirus, per i casi sospetti risposte in cinque ore

Elisabetta Giorgi
Da sinistra Maurizio Spagnesi, Silvana Pilia, Cesira Nencioni e Michele Dentamaro (FOTO AGENZIA BF)
◗
Da sinistra Maurizio Spagnesi, Silvana Pilia, Cesira Nencioni e Michele Dentamaro (FOTO AGENZIA BF)

Grosseto, l'Asl annuncia un accorciamento dei tempi per l’analisi dei tamponi. Nuovi locali di isolamento negli ospedali. Ecco tutte le procedure da seguire.  

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Al momento non ci sono casi sospetti di pazienti affetti da Coronavirus, ma ci sono stati due casi a fine gennaio, in provincia di Grosseto. I tamponi sono stati inviati all’ospedale Spallanzani di Roma, che ha accertato l’esito negativo». L’ha detto il dottor Maurizio Spagnesi (direttore del Dipartimento prevenzione dell’Asl sud est) ieri durante l’incontro sul Coronavirus aperto ai cittadini nell’auditorium dell’ospedale Misericordia. L’incontro promosso dall’Asl ha visto presenti, oltre a Spagnesi, la dottoressa Cesira Nencioni (direttore Unità complessa Malattie infettive del Misericordia) e la dottoressa Silvana Pilia (responsabile Uosd Controllo infezioni correlate all’assistenza). Lo scopo era quello di fare il punto sul virus, fornire un’informazione corretta contro allarmismi e “fake”; spiegare il protocollo aziendale e far capire ciò che fa l’azienda sanitaria in Maremma. Da pochi giorni, per esempio, si sono notevolmente abbattuti i tempi per l’analisi dei tamponi sui casi sospetti, che prima erano spediti a Roma e ora a Siena. L’Asl ha inoltre predisposto locali “di isolamento” ad hoc nelle strutture ospedaliere. «Stiamo applicando in maniera capillare – spiegano i medici – tutte le indicazioni ministeriali sulle misure di prevenzione e le procedure di presa in carico di eventuali pazienti con sintomatologia sospetta». Ma anche i cittadini devono essere informati bene su cosa devono o non devono fare.

NO PRONTO SOCCORSO

Notizia fondamentale: non andare autonomamente al Pronto soccorso. Chi è di ritorno dalla Cina con tosse e febbre non deve presentarsi spontaneamente negli ospedali maremmani – spiegano Pilia, Spagnesi e Nencioni – ma deve telefonare (senza andare all’ambulatorio) al medico di base o direttamente alla centrale del 118 che valuterà il caso e, se necessario, attiverà l’invio in ospedale. L’obiettivo è quello di “isolare” il prima possibile il caso sospetto centralizzandolo, in caso di ospedalizzazione, direttamente al reparto di Malattie infettive. Presentarsi al Pronto soccorso, in caso di infezione, esporrebbe tutti i presenti a rischio di contrarre il virus: rischio sia per i pazienti che per gli operatori dell’ospedale. Può comunque capitare – spiega la dottoressa Pilia – «che un paziente si presenti spontaneamente a un Pronto soccorso perché magari gli è sfuggito, o si è distratto o è prevalsa la paura; anche in questo caso ci siamo organizzati per avere nei Pronto soccorso della rete ospedaliera alcuni locali di isolamento organizzati con dispositivi di protezione adeguati per far sostare il paziente il tempo necessario ad attivare il 118 e ricondurlo nelle strutture di riferimento (Malattie infettive). Anche qui, lo scopo è cercare di evitare il più possibile il contatto tra i casi sospetti e le altre persone». Il “caso sospetto” viene a quel punto sottoposto ai test.

TEST PIU' VELOCI

Notizia positiva: «Fino a pochi giorni fa i test biologici, i tamponi, erano spediti da Grosseto all’ospedale Spallanzani di Roma – dice Spagnesi – e ci volevano circa 3 giorni per avere i risultati». Ora invece il percorso è adeguato a livello regionale e con la dottoressa Silvia Valentini, responsabile della Microbiologia, i campioni sono raccolti e da Grosseto inviati alle Scotte di Siena, «al dipartimento di Biotecnologie mediche diretto dalla dottoressa Maria Grazia Cusi: i tempi sono di 5 ore. Il che è un grosso passo avanti». Se il test è positivo diventa un caso accertato. Dal caso accertato bisogna - a quel punto - arrivare alle persone che hanno gravitato intorno a lui attraverso un’analisi epidemiologica che ricostruisca i contatti, per poi attivare anche qui un protocollo.

CASI A RISCHIO

A quelle persone nei 14 giorni precedenti hanno viaggiato o coabitato con un caso accertato ma non presentano sintomi, l’Asl Toscana sud est propone l’isolamento fiduciario domiciliare per 14 giorni. In questo periodo queste persone devono misurarsi la temperatura due volte al giorno e adottare ogni buona pratica igienica delle mani e delle vie respiratorie. «Un operatore sanitario del Dipartimento di Prevenzione telefona loro due volte al giorno - dice Spagnesi - per monitorare lo stato di salute. In caso di successiva comparsa dei sintomi sarà attivata una procedura simile all’altra: “centralizzare” il percorso in Malattie infettive». Tutta la procedura, dice l’Asl, è in corso di diffusione tra colleghi, a ogni livello.

CONTROLLI IN AEROPORTO

Se a livello internazionale è alta l’attenzione negli aeroporti, anche a Grosseto sono stati “attivati” controlli allo scalo civile per intercettare eventuali passeggeri sospetti. Chi dovrà farli? In questi giorni non era chiaro. «La competenza è della Sanità aerea di Pisa», ha risposto ieri Spagnesi.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze