Il dolore
Una nuova pedana in piazza per i diversamente abili
Ad annunciarla il commissario straordinario dopo la protesta di Massimiliano De Simone L’uomo, però, non ci sta: «Voglio restare con i miei figli»
Da due anni Massimiliano De Simone è costretto su una carrozzina e, passo dopo passo, si sta abituando alla sua nuova vita da disabile. La sua vicenda è nota: due anni fa in viale Matteotti a Follonica, Raffaele Papa, in seguito ad una futile lite, ha sparato a Massimiliano e al fratello Salvatore, ferendo gravemente il primo e uccidendo il secondo.
Dopo due anni di cure e riabilitazioni Massimiliano ha ricominciato da poco ad uscire per accompagnare i suoi due bambini di 11 e 4 anni. Domenica scorsa la famiglia De Simone è andata al Carnevale: «Avevamo appuntamento con altre famiglie – aveva spiegato al Tirreno la moglie di Massimiliano, Tatyana – i nostri figli avrebbero dovuto giocare insieme in piazza XXV aprile». Lì, però, si è manifestato un problema molto noto a chi vive in carrozzina: l’obbligo per i disabili di stare all’interno di aree ad hoc pensate per la loro sicurezza e per quella degli altri. Seguendo alla lettera la normativa sulla sicurezza, in piazza XXV Aprile era stata creata una zona adibita alle persone con disabilità.
La famiglia De Simone si è però vista negare la possibilità di raggiungere gli amici insieme a Massimiliano, il quale, invece, avrebbe dovuto sostare nell’area adibita ai disabili, molto lontano dal punto del ritrovo: «Mi hanno fatto sentire disabile – aveva raccontato al Tirreno – questa è la cosa più brutta. Ritengo assurdo che una persona sia costretta a stare all’interno di un recinto in occasione del Carnevale. Inoltre gli uomini della sicurezza sono stati molto arrogati». Il commissario Alessandro Tortorella si è interessato alla questione e per risolvere il disagio ha previsto una seconda area dedicata ai disabili questa volta all’interno della zona in cui si riuniscono le famiglie con i bambini, in modo da non escludere nessuno dalla vita della piazza. «Domenica scorsa si è trattato di un disguido – dice Tortorella – nel caos dell’evento la sicurezza ha negato l’accesso. La pedana dall’altro lato della piazza c’era ma mancava nella piazza, la zona più frequentata dalle famiglie. Domenica prossima, per rimediare, faremo realizzare un’area perimetrata per diversamente abili, in modo che sia più centrale. Non vogliamo creare delle gabbie, assolutamente, ma dobbiamo dare garanzia di sicurezza sia ai disabili che a tutte le persone che intervengono al Carnevale. In caso di fuga repentina, infatti, è importante che queste aree siano ben definite così da agevolare l’eventuale evacuazione». Massimiliano, però, non accetta di rimanere chiuso in un’area delimitata: «Sono un genitore e voglio accompagnare i miei figli – dice – non possono sbattermi in faccia le norme di sicurezza, io devo stare insieme ai miei figli, guardarli giocare con gli amici, come tutti i genitori. È un mio diritto». —
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